CHIETI – Si è avvalso della facoltà di non rispondere Marco Schiazza, l’operaio di 41 anni arrestato dagli agenti della squadra mobile di Chieti per lesioni personali gravissime, minacce aggravate e porto abusivo di arma da taglio.
L’uomo, da ieri nel carcere teatino di Madonna del Freddo, è stato interrogato questa mattina dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Chieti, Paolo Di Geronimo ma, assistito da un legale d’ufficio, ha preferito non rispondere alle domande del Gip.
Migliorano intanto le condizioni della convivente di 46 anni, dal 4 aprile ricoverata nell’ospedale di Chieti per le gravi lesioni riportate in seguito alle percosse subite. Alla donna è stato necessario asportare la milza.
L’episodio, solo il più grave dei tanti che hanno costellato la relazione sentimentale con Schiazza, si è verificato il 31 marzo scorso quando l’uomo ha selvaggiamente malmenato, come sempre per futili motivi, la sua convivente senza poi prestarle soccorso nonostante i fortissimi dolori all’addome.
Solo quattro giorni più tardi si è deciso ad accompagnarla in ospedale dove la vittima in un primo momento ha raccontato di essere caduta dalle scale.
I sospetti dei sanitari, e poi la confidenza della stessa donna al poliziotto del posto fisso del pronto soccorso, hanno svelato la reale portata dell’accaduto. A quel punto gli agenti della squadra mobile hanno chiesto e ottenuto dal pubblico ministero Giuseppe Falasca un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.






