L’AQUILA – Una riunione fiume, durata oltre tre ore, quella che ha avuto luogo questa mattina all’ospedale San Salvatore dell’Aquila: da una parte primari, medici, infermieri, alcuni dei quali tornati appositamente dalle ferie del ponte dei morti, che hanno ribadito, con interventi anche molto duri, tutti i problemi che attanagliano la sanità aquilana e provinciale, a cominciare dalla carenza cronica di personale, mancanza di farmaci e materiali, turni massacranti e mobilità passiva in aumento.
Dall’altra l’assessore Nicoletta Verì, della Lega, e il direttore il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Pierluigi Cosenza, tecnico anche lui in quota Lega, già primario del reparto degenza breve del San Salvatore, che hanno assicurato che la Regione sta mettendo in campo tutto quello che è necessario per superare le criticità. Ammettendo che va migliorata la comunicazione tra la base e i vertici dell’azienda sanitaria. Presenti anche il direttore sanitario Alfonso Mascitelli e il direttore amministrativo, Stefano Di Rocco.
Assente giustificato il direttore generale della Asl, Ferdinando Romano, anche lui quota Lega, impegnato oggi in una visita di controllo dopo un intervento chirurgico, che ai microfono del telegiornale regionale della Rai ha ancora una volta assicurato che “stiamo assumendo personale, in numero superiore di quello che va in pensione, e per i primari abbiamo bandito concorsi, dopo anni di nulla di fatto, e le prime assunzioni arriveranno già a novembre”.
Nel corso della riunione è poi emersa una nuova spada di Damocle per i conti della Asl: un deficit di 90 milione di euro, che sarebbe la conseguenza della mobilità passiva, soldi che devono essere riconosciute alle altre Regioni, dove gli abruzzesi vanno a curarsi.
Verì, che ha precisato di essere venuta all’Aquila nell’ambito di un tour in tutti gli ospedali regionali , ha detto che “oggi ho ascoltato tutte le richieste a partire da quelle relative al fabbisogno di personale, alle assunzioni e ai concorsi, ed è stata chiesta una velocizzazione dell’attività amministrativa, e di questo parleremo con la direzione regionale”.
Assicurando che sono state già avviate le procedure per risolvere i problemi, per l’assunzione di medici e personale sanitario nelle varie Asl e per le stabilizzazioni. Ha poi detto che il disavanzo che tutte le Asl continuano ad avere per l’acquisto dei farmaci, sarà abbattuto mediante gara di appalto che coinvolgerà altre regioni.
Verì ha poi tenuto a sottolineare ad Abruzzoweb, che “non c’è frattura tra base e manager, ma è emerso dagli interventi la necessità di una maggiore comunicazione”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Cosenza: “è fondamentale una migliore comunicazione, a volte le richieste della base arrivano in ritardo alla direzione, perché si perdono nei meandri della burocrazia, e le problematiche vanno analizzate sia in ambito regionale che aziendale”.
E la base, ha partecipato in massa all’incontro ha ribadito la gravità dei tanti problemi sul campo, tanto che medici e professionisti, che prima facevano a gara a venire a L’Aquila, oggi rinunciano. Per non parlare dei pazienti, che a causa delle liste di attesa insopportabilmente lunghe, vanno a curarsi altrove.
Il crescente malessere era culminato con la lettera di una ventina di chirurghi che hanno parlato di ospedali in ginocchio, per carenza di personale, turni massacranti, difficoltà ad avere apparecchi e materiali all’altezza, medicinali di qualità.
Ad aprire il vaso di Pandora è stata anche l’intervista a questo giornale di Alessandro Grimaldi, segretario regionale abruzzese dell’Anaao Assomed, il sindacato dei medici, e primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, che ha ribadito il problema oramai cronico della mancanza di personale, a causa dei concorsi ancora tutti sulla carta, non portati a termine, che poi hanno fatalmente come conseguenza l’allungamento delle liste di attesa, e l’aumento della mobilità passiva, ovvero dei cittadini costretti ad andare a curarsi fuori regione.
Critiche seguite dalla pubblicazione in anteprima dello j’accuse dei sanitari. Si registra invece il silenzio dei sindacati, ad eccezione dell’Anaao.
Il manager Romano aveva già risposto duramente, rigettando ogni accusa sulla sua gestione, affermando che “non c’è nessuna carenza di materiali”, ed eventuali disfunzioni dipendono, “purtroppo e solamente, dal fatto che in alcuni reparti, nonostante le ripetute disposizioni di questa Direzione, non si controllano le scorte”. Assicurando che “negli anni passati ci sono stati troppi acquisti diretti, mentre oggi con le gare abbiamo ottenuto con risparmi fino al 40% e abbiamo assunto più personale di quello in uscita, dopo anni sono in arrivo altri primari”.






