L’AQUILA – Scorrono inesorabilmente i giorni ed è sempre più vicina la data del 2 dicembre: sarà quella la giornata decisiva per il futuro della società ‘in house’ della Regione Abruzzo Engineering.
L’assemblea dei soci dovrà decidere se procedere o meno alla liquidazione della società che accusa un buco da 19 milioni di euro. Dopo l’appello lanciato ieri dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che aveva invocato un intervento del presidente della Regione, Gianni Chiodi, per scongiurare l’ipotesi del fallimento della società oggi i sindacati hanno invocato un incontro urgente con il governatore in vista dell’assemblea del 2 dicembre.
I segretari di Cgil, Cisl e Uil della provincia dell’Aquila, rispettivamente Umberto Trasatti, Gianfranco Giorgi e Pietro Paolelli, hanno diffuso una nota congiunta nella quale ribadiscono la necessità, già manifestata lunedì scorso, di un confronto con il governatore Chiodi.
LA NOTA DELLA TRIPLICE
Per le organizzazioni sindacali non solo non è possibile perdere altro tempo, ma è necessario convocare subito tutti i tavoli di confronto richiesti, e di farlo prima dell’assemblea dei soci prevista, stando alle anticipazioni, il 2 dicembre a Roma. Un’assemblea che sancirà il destino di Abruzzo Engineering e con essa di 193 lavoratori.
I tempi dunque sono strettissimi, un pugno di giorni. All’appuntamento del 2 dicembre si dovrà arrivare dopo aver discusso con tutti gli interessati: istituzioni, sindacati, enti locali. Lo si dovrà fare dando seguito a due richieste di incontro che arrivato da soggetti diversi.
Una è del sindaco Cialente, preoccupato anche per il rischio di dover fare a meno dei tanti lavoratori di Abruzzo Engineering che stanno aiutando il Comune e la Provincia nelle operazioni post-terremoto. Il sindaco è giustamente preoccupato che l’interruzione delle prestazioni dei lavoratori possa paralizzare la macchina della ricostruzione e quindi sollecita il prefetto dell’Aquila a convocare rapidamente l’amministrazione e le parti sociali per affrontare il problema.
L’altro momento di confronto dovrà essere quello che le organizzazioni sindacali hanno chiesto nei giorni scorsi al governatore Chiodi. Una richiesta alla quale il presidente ancora non ha risposto e che torniamo a sollecitare, lo ripetiamo, prima dell’assemblea dei soci del 2 dicembre.
D’altra parte il territorio e la regione non possono permettersi di perdere altri posti di lavoro e altre professionalità utilissime sia alla ricostruzione delle aree terremotate sia al miglioramento del servizi e delle infrastrutture tecnologiche in Abruzzo.






