L’AQUILA – Si fa sempre più duro lo scontro tra maggioranza ed opposizione in Regione sulla vicenda delle stabilizzazioni dei circa duecento lavoratori precari dell’ente.

Dopo aver dichiarato ieri che “le stabilizzazioni sono possibili solo con il concorso e non per via legislativa” l’assessore al Personale Federica Carpineta attacca il Partito democratico, che ha invocato l’approvazione del disegno di legge bipartisan volto proprio a favorire i processi di stabilizzazioni dei dipendenti co.co.co..

Sulla vicenda, in ogni caso, si svolgerà il 5 novembre prossimo una riunione della Giunta regionale.

“La legge, qualunque essa sia o comunque venga formulata, verrà impugnata e per questo dico che la posizione dei consiglieri regionali del Pd è francamente inaccettabile”.

Ha dichiarato l’assessore regionale,  rispondendo alla proposta presentata dal consigliere regionale Claudio Ruffini, che ha chiesto di discutere già nella seduta del Consiglio regionale del 2 novembre il ddl sui precari.

“Se il Pd vuole arrivare a questo, solo al fine di dare la colpa a qualcun altro, faccia pure:- ha aggiunto l’assessore – la delibera 38 del 2008 è illegittima nei criteri e nelle modalità. Oggi possiamo solo adottare atti amministrativi per predisporre bandi di concorso, a tempo determinato o indeterminato, che prevedano la valorizzazione delle esperienze maturate da quei Cococo che rientrano nelle condizioni previste dalle leggi nazionali”.

In questo senso, l’assessore al Personale ha assicurato che “la Regione sta già studiando soluzioni concrete da adottare, nell’interesse sia di quel personale Cococo che ha diritto ad essere inserito in questi percorsi sia nell’interesse generale del buon funzionamento della macchina amministrativa regionale, che viene pagata da tutti contribuenti e che deve avere il meglio nelle forme più trasparenti”.
“Continuare a parlare d’altro significa solo cavalcare la polemica”.

“Appare strano – ha concluso la Carpineta riferendosi alla posizione del Pd regionale – che il capogruppo del Pd prima firma una proposta di legge, poi non viene all’incontro con la Funzione pubblica, dove avrebbe avuto la prova che quella sua stessa proposta (e qualunque altra proposta di legge sulla stabilizzazione) sarebbe stata impugnata, e ora si fa rappresentare dal consigliere Ruffini”.

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