PESCARA – L’ex presidente Pd del Consiglio regionale Marino Roselli, 51 anni, coordinatore regionale dell’Api è stato arrestato, all’alba, dagli agenti del corpo forestale dello Stato di Pescara nell’ambito dell’inchiesta sull’Urbanistica, gli accordi di programma e i rifiuti al Comune di Spoltore (Pescara).

Dopo le voci della mattinata sul possibile commissariamento del partito, nel pomeriggio è arrivata direttamente la nomina del consigliere regionale Gino Milano, ex Idv, a nuovo coordinatore di Api.

Assieme a Roselli sono stati arrestati anche il sindaco di Spoltore, Franco Ranghelli (Pd), 53 anni,  e il vice presidente della società ‘Ecologica’ srl, Luciano Vernamonte, 68 anni.

I tre, tutti agli arresti domiciliari, sono accusati di associazione per delinquere, corruzione, falso ideologico e abuso d’ufficio.

“Un ruolo di primaria importanza”. Così il gip del Tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, che ha emesso le misure cautelari su richiesta del pm Gennaro Varone, ha definito le posizioni di Roselli e Vernamonte.

I due – scrive il gip – hanno “un notevole seguito elettorale e per tale motivo, essendo in grado di controllare voti determinanti per la elezione alla carica di sindaco e per la costituzione e il mantenimento delle maggioranze necessarie al governo, assumono una posizione di vero e proprio controllo sull’attività dell’attuale sindaco e di tutta l’amministrazione comunale, potendo asservire le scelte assembleari ai loro interessi di natura privata”.

Per il gip “il sindaco strumentalizzava i poteri connessi alle sue funzioni pubbliche per tradurre le decisioni prese nelle cabine di regia in atti aventi efficacia amministrativa, contrari ai suoi doveri d’ufficio in quanto violativi delle norme sul buon andamento, imparzialità, trasparenza, efficacia ed economicità della pubblica amministrazione”.

“In particolare – dice ancora il giudice – proponeva delibere di natura clientelare, adoperandosi per la loro approvazione, e non esitava a compiere o delegare attivita’ illecite, tra cui i reati di concussione e falso, pur di ottenere i risultati auspicati”.

Le indagini sono state coordinate dall’ex comandante provinciale della forestale Guido Conti, attualmente in servizio in Umbria.

Gli indagati nell’ambito dell’inchiesta sono in totale 13: tra loro figurano assessori, consiglieri comunali, imprenditori ed anche un dirigente regionale.

L’inchiesta, avviata nell’ottobre 2009, è stata denominata “Cabina di regia”. Secondo l’accusa, Roselli, Ranghelli, Vernamonte insieme ad un consigliere comunale di maggioranza, due assessori e ad un imprenditore avrebbero costituito una vera e propria cabina di regia allo scopo di condizionare le scelte amministrative e politiche del consiglio comunale e della giunta, ottenendone in cambio vantaggi elettorali e personali.

In un caso Ranghelli avrebbe ottenuto il rinnovo del contratto di lavoro per il figlio; mentre Roselli, incarichi professionali, contributi elettorali e il comodato gratuito di un immobile adibito a sede del comitato elettorale nel dicembre 2008.

Scelte e decisioni, secondo quanto accertato dagli inquirenti, avvenivano fuori dal Comune, solitamente nei bar o nell’ufficio dello stesso Roselli. L’inchiesta conta cinque filoni di indagine: Prg, accordo di programma sul cimitero, appalto rifiuti, appalto per il servizio di riscossione dei tributi e dell’imposta sulla pubblicità, realizzazione di un mega complesso residenziale a ridosso del fiume Pescara. Fondamentali nelle indagini si sono rivelate le intercettazioni telefoniche ed ambientali.

Al momento è in corso da parte degli agenti della forestale un’ulteriore acquisizione di documenti presso il municipio di Spoltore.

IN TOTALE 13 PERSONE COINVOLTE NELL’INCHIESTA

Oltre al coordinatore regionale dell’Api, Marino Roselli, il sindaco di Spoltore, Franco Ranghelli (Pd) e il vicepresidente della società Ambiente Spa, Luciano Vernamonte, risultano indagate altre dieci persone nell’inchiesta sul Comune di Spoltore (Pescara).

L’imprenditore Alessandro D’Onofrio, titolare delle ditte “Masserra costruzioni” e “D’Onofrio costruzioni”; l’ex assessore comunale all’Urbanistica, Ernesto Partenza; il ginecologo Luigi Zampacorta, nel suo ruolo di imprenditore; il consigliere comunale di maggioranza, Pino Luigioni; l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Claudio Santurbano; il responsabile di zona della Maggioli Spa, Enzo Giansante; il responsabile Lavori pubblici del Comune di Spoltore, Tullio Michele Ernesto Santroni; il geometra addetto all’Ufficio tecnico comunale, Giuseppe Del Pretaro; il costruttore Alessio Carletti ed il responsabile dell’ufficio Autorità di bacino della Regione Abruzzo, Angelo Mario D’Eramo.

CHI SONO GLI ARRESTATI

Marino Roselli, sposato e con due figli, è stato non solo presidente del Consiglio regionale, all’epoca della giunta guidata da Ottaviano Del Turco (nel 2005 fu il più votato con oltre 16mila preferenze), ma anche assessore provinciale a Pescara.

Era molto legato politicamente all’ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso. Alla fine degli anni ’90 e’ stato assessore all’Urbanistica al Comune di Spoltore (Pescara), dove vive. Dopo aver lasciato il Pd Roselli è passato all’Api e oggi ricopre l’incarico di coordinatore regionale.

Franco Ranghelli, anche lui ex Pd e ora Api, è stato eletto sindaco di Spoltore nel 2007. A seguito dei problemi interni alla maggioranza e alla bocciatura in aula del bilancio del Comune si è dimesso, nell’aprile 2009, ma poi ha ritirato le dimissioni. E’ stato “traghettato” nell’Api da Roselli, a cui e’ da sempre molto vicino, subito dopo la sua espulsione dal Partito democratico. Il Pd ha deciso di espellerlo per aver fatto entrare nella maggioranza esponenti di centrodestra.

Luciano Vernamonte è stato candidato alle elezioni provinciali di Pescara del giugno 2009 con la lista Patto Riformista che appoggiava la candidatura alla presidenza di Antonella Allegrino (della coalizione di centrosinistra). I tre arrestati sono ai domiciliari. – Luciano Vernamonte, precisa una nota, – non è Vice Presidente della societa’ Ambiente SpA (come riportato nei primi lanci di agenzia, ndr). Ha ricoperto questo incarico fino al 9 dicembre 2009, rapporto conclusosi con le sue dimissioni. Dal 18 agosto 2009 Vernamonte ricopre la carica di Vice Presidente della societa’ Ecologica Srl, di cui Ambiente SpA detiene il 51 per cento delle azioni.

MILANO NUOVO COORDINATORE REGIONALE

Dopo l’arresto del coordinatore regionale dell’Api, Marino Roselli, implicato nell’inchiesta di Spoltore, il coordinamento regionale del partito è stato affidato a Gino Milano, presidente di Api Abruzzo e consigliere regionale.

Sulla vicenda, l’Api ha diffuso una nota. “Siamo sorpresi per gli eventi – si legge – e rivolgiamo la nostra vicinanza umana a Roselli, convinti che possa dimostrare la propria innocenza in relazione ai fatti contestati. Allo stesso tempo, siamo fiduciosi nell’operato della magistratura che con il suo lavoro, che auspichiamo celere, accerterà la verità dei fatti”.

“Tutti gli aderenti ad Alleanza per l’Italia, e così anche Roselli – ricorda la nota – hanno sottoscritto il codice etico che li impegna e vincola ad assumere comportamenti personali rispettosi della legalità e della correttezza amministrativa”.

Il direttivo nazionale di Api ha deciso di affidare a Milano il coordinamento delle attività politiche e organizzative del movimento di Api Abruzzo fino alla conclusione dei congressi territoriali.

In questo lavoro, Milano sarà supportato dai dirigenti regionali e dai coordinatori provinciali.

il commento a caldo di milano

La notizia dell’arresto del coordinatore regionale di Alleanza per l’Italia, Marino Roselli, ha creato un vero e proprio subbuglio anche nelle stanze romane del partito che fa capo all’ex ministro Francesco Rutelli.

Giàalle prossime ore potrebbe essere nominato un commissario per gestire questa delicata fase; il nome più accreditato per la guida pro tempore del partito è quello del capogruppo del partito in Consiglio regionale, Gino Milano, che sembra abbia dato la propria disponibilità Possibile che la nomina giunga questa mattina stessa.

Sulla vicenda che ha coinvolto l’ex presidente del Consiglio regionale lo stesso Milano non si addentra in giudizi tecnici sull’nchiesta, riservando però parole di stima nei confronti di Roselli.

“Non conosco i fatti, ma non posso che esprimere la solidarietà umana a Marino Roselli, al quale riconosco un’onestà intellettuale che ha sempre messo in mostra anche quando svolgeva le funzioni di presidente dell’assemblea regionale, ricoprendo un ruolo super partes e di garanzia”.

“Per quanto riguarda l’inchiesta – aggiunge il presidente della commissione di Vigilanza del Consiglio regionale- è giusto che chi ha sbagliato paghi ma bisogna attendere di conoscere le carte. Se la magistratura ha agito in questo modo avrà avuto sicuramente i suoi motivi e va lasciata lavorare in pace”.

Sulla sospensione cautelare del partito nei confronti di Roselli, ormai prossima, Milano ha spiegato che “Se Roselli potesse, conoscendo la sua integrità penso si autosospenderebbe. In ogni caso la scelta di un commissario individuato tra gli esponenti abruzzesi dell’Api penso sia la soluzione più giusta visto che il coordinatore regionale è ‘sub judice’. Chiunque ricopra un incarico pubblico è giiusto faccia un passo indietro in condizioni del genere. O si viene sospesi o ci si autosospende. Io, per lo meno, farei così” (g.a.)

LE REAZIONI
 

ASSOCIAZIONE ”TERRA NOSTRA DI SPOLTORE”: “CI ASPETTIAMO PIENA LUCE”

“Ci aspettiamo piena luce sulle vicende che coinvolgono autorevoli esponenti politici del comune di Spoltore (Pescara). I fatti contestati dalla magistratura sono gravissimi, così come le ipotesi di reato”. A dirlo è l’associazione “Terra Nostra di Spoltore”.

“I cittadini di Spoltore – aggiunge – sono vittime di interessi forti, legati ai re del mattone e al mondo dei rifiuti, con decisioni che esulano dal normale luogo istituzionale, quale il consiglio comunale, per essere prese nei bar. È  una situazione che dura da almeno venti anni e gli spoltoresi sono stufi di cabine di regia e progettisti occulti: la politica torni a essere cosa pubblica e non di pochi e alla luce del sole”.

“Quello che è successo sul territorio – rileva l’associazione – è sotto gli occhi di tutti: palazzi lungo il fiume, operazioni immobiliari attenzionate dalla procura con politici che nonostante le indagini proseguivano nei loro progetti assieme agli imprenditori, come a voler sfidare la magistratura in un senso di onnipotenza”.

“Terra Nostra Spoltore” esprime “il proprio plauso e sostegno all’azione della giustizia e al lavoro svolto dalla magistratura e dalle forze dell’ordine, garanti di quell’equità e democrazia che la politica, schiava di interessi e poteri forti, non riesce più a rappresentare”. 

 PAOLUCCI (PD): “COLPO ALLA FIDUCIA DEGLI ABRUZZESI”

“La nostra è una storia di garantismo e difesa dei diritti e anche in questo caso questo è il nostro atteggiamento, ma questa vicenda è tuttavia un ulteriore colpo alla fiducia degli abruzzesi verso le istituzioni”.

È la dichiarazione congiunta di Silvio Paolucci, segretario regionale Pd Abruzzo, Antonio Castricone, segretario provinciale Pd Pescara, Giovanni Tremante, segretario cittadino Pd Spoltore, a proposito dell’inchiesta sul Comune di Spoltore (Pescara).

“Da tempo denunciamo la grave anomalia di Spoltore – hanno sostenuto – dove un radicato sistema di potere personale si è sostituito alla politica ed alla partecipazione. Noi abbiamo avuto il coraggio di assumere decisioni di radicale rottura con quel sistema, espellendo dal partito chi politicamente cercava l’appoggio del centrodestra e rifondando il Pd su basi nuove. Oggi il nostro partito a Spoltore, guidato da una nuova generazione di dirigenti, è la principale forza di opposizione. Altri partiti, anche del centrosinistra, avrebbero dovuto avere lo stesso coraggio. Ora, come chiediamo da ben prima degli arresti, si dia ai cittadini di Spoltore la possibilità di scegliere una nuova amministrazione, con un salutare ritorno alle urne”.

LA GIUNTA: “SIAMO VICINI AL SINDACO”

La Giunta Comunale di Spoltore unitamente ai consiglieri di maggioranza, esprime la propria vicinanza al sindaco della città di Spoltore, Franco Ranghelli, alle altre persone coinvolte nell’inchiesta e alle loro famiglie, e ripone fiducia nel lavoro della magistratura. Lo ha reso noto il vicesindaco Luciano D’Incecco.

PSI: “MISURA CAUTELARE SPROPOSITATA”

In relazione alle vicende giudiziarie che hanno investito Luciano Vernamonte, la segreteria regionale del Partito Socialista Abruzzo, manifesta “la più totale fiducia nel prosieguo delle indagini che sapranno giungere a un reale accertamento dei fatti e delle responsabilità”.

Lo ha reso noto il segretario regionale Massimo Carugno. “Luciano Vernamonte – sostiene Carugno – sicuramente saprà dimostrare le sua reale posizione in ordine ai fatti contestati. È ragionevole ritenere che le sorti dell’indagine ne dimostreranno la estraneità”.

“Proprio sulla base di tali convincimenti – aggiunge – si ritiene decisamente spropositata l’applicazione degli arresti domiciliari sia per la natura squisitamente amministrativa dei reati contestati, sia perché tale provvedimento, arrivando dopo mesi, sarebbe inutile per il prosieguo delle indagini: restano di difficile comprensione quali esigenze di prevenzione si vorrebbero tutelare col provvedimento dell’arresto”.

Secondo il segretario regionale del Psi “ancora una volta in Italia la applicazione della carcerazione preventiva desta dubbi e perplessità e si impone ormai una revisione legislativa, in senso garantista, di tale provvedimento limitandola a reati e a imputati che siano effettivi e concreti portatori di pericolo ed allarme sociale”.

“Si auspica – conclude – che gli arresti domiciliari preventivi vengano rapidamente revocati per consentire a Luciano Vernamonte di difendersi con efficacia e libertà di azione e determinazione”.

COMITATO “NO RIFIUTI”: “SOSTEGNO AI GIUDICI”

“Un vero e proprio terremoto giudiziario quello che ha coinvolto i vertici dell’amministrazione comunale di Spoltore con le misure restrittive notificate dalla magistratura” dichiara Alessio Di Pasquale, portavoce del Comitato “No Rifiuti” a Fosso Grande

“I reati contestati al sindaco, all’ex presidente del consiglio regionale e ad altri politici e tecnici coinvolti nella vicenda – prosegue – sono numerosi e diversi: esprimiamo il nostro pieno sostegno all’attività dei giudici e vogliamo massima chiarezza su quanto accaduto”.

Il territorio di Spoltore che il Comitato difende “da politiche che hanno poco di sviluppo e molto di speculazione è conosciuto per le sue produzioni tipiche come grano, ortaggi ed olio che hanno ricevuto importanti riconoscimenti nelle manifestazioni di categoria, l’urbanizzazione forzata e la trasformazione di zone agricole in artigianali e industriali a scapito dell’agricoltura locale risponde a logiche che non sono quelle della tutela e di uno sviluppo sostenibile”.

“Crediamo che sia incredibile – aggiunge Di Pasquale – la creazione di una ‘cabina di regia’ con ‘progettisti occulti’ come sostiene la Procura di Pescara che gestisca il territorio in luogo del consiglio comunale che è l’organo sovrano e democratico in quanto espressione della cittadinanza. Evidentemente a Spoltore c’è un concetto di democrazia diverso da quello della Costituzione”.

Secondo il Comitato “per Spoltore e gli spoltoresi è un colpo durissimo all’immagine con danni che potranno essere valutati solo in futuro”.

“Da un anno facciamo informazione per quanto riguarda la difesa e tutela del territorio e nonostante gli attacchi di certa imprenditoria e di settori della politica trasversali alla destra e alla sinistra siamo andati avanti – conclude Di Pasquale – Non siamo né manettari né giustizialisti, ma l’accaduto lascia l’amaro in bocca ai cittadini ed agli spoltoresi puliti che credono e si riconoscono nelle regole e nella democrazia: quando interviene la magistratura la politica ha fallito come successo a Spoltore”.

MASCITELLI (IDV): ”CITTADINI DICONO BASTA” 

“Senza voler entrare nel merito della vicenda degli ultimi arresti, non possiamo fare a meno, una volta per tutte, di prendere coscienza che i cittadini abruzzesi, ora, hanno il sacrosanto diritto di dire basta”.

Lo ha dichiarato il senatore Alfonso Mascitelli, segretario regionale dell’Italia dei valori Abruzzo, alla notizia degli arresti che interessano vicende amministrative del Comune di Spoltore (Pescara) e di altre procedure giudiziarie tutt’ora in corso. 
 
“Da troppi anni – prosegue Mascitelli – nella nostra regione, non passa mese che non vi siano avvisi di garanzia, imputazioni e arresti che coinvolgono politici di destra e di sinistra, per reati contro la pubblica amministrazione e interessi personali in atti d’ufficio. L’Abruzzo ha ben ragione nell’essere indignato di avere a che fare con una classe politica arruffona e arraffona. 
 
“Come cittadini, però – afferma il segretario – non possiamo far finta di credere che l’unica provincia marcia in Abruzzo sia quella di Pescara e quindi rivolgiamo un appello accorato alle magistrature inquirenti delle altre province a tenere molto alta l’attenzione sulle connivenze e collusioni tra politica e malaffare, che continuano a imperversare con le loro ramificazioni. 
 
“Come rappresentanti delle istituzioni – prosegue Mascitelli – non è più rinviabile il momento in cui tutti i partiti si facciano carico di una forte azione preventiva, di una rigorosa selezione della classe dirigente e di azioni concrete che puntino all’isolamento politico di chi adotta la spregiudicatezza e l’arroganza dei comportamenti a sistema per alimentare una rete di interessi e di clientelismo elettorale”. 
 
PRC: ”SINDACO E CONSIGLIERI SI DIMETTANO”

“Dopo aver fatto per quasi un decennio opposizione a Spoltore, nel 2007 sottoscrivemmo con il centrosinistra un programma di coalizione per dare una svolta alla città. Lo slogan di allora era ‘evitiamo la montesilvanizzazione di Spoltore’. Dopo due anni di fortissimi scontri con l’amministrazione di Franco Ranghelli nel 2009 tornammo all’opposizione”.

A parlare sono Corrado Di Sante, segretario provinciale del Prc di Pescara e Pina Pagliuca, segretaria Prc Circolo Che Guevara di Spoltore (Pescara), sull’ondata di arresti legati allo scandalo rifiuti nel comune pescarese.

“Quando si parlava di urbanistica – spiegano – di gestione dei rifiuti, delle Torri Gemelle, del City Moda e del nuovo impianto di trattamento rifiuti previsto in località Fosso Grande di cui da subito contestammo il cambiamento di destinazione d’uso dei terreni, il programma veniva completamente disatteso. Ci siamo battuti per anni contro l’idea di edificare torri in zona ad alto rischio di esondazione, abbiamo cercato di impedire lo scempio del nostro territorio a favore dei soliti noti, per questo ritenemmo a quel punto di essere incompatibili con la Giunta Ranghelli malgrado il consigliere da noi eletto scegliesse di cambiare partito pur di continuare a sostenere il sindaco”.

“Quanto trapela in merito agli arresti oggi non ci stupisce – continuano – potremmo citare almeno una dozzina di nostri interventi pubblici e sulla stampa di denuncia ed opposizione ai fatti che, a quanto si apprende, sono al centro dell’azione della magistratura. Evidentemente, le cose dopo la nostra fuoriuscita dall’amministrazione sono andate oltre le nostre più pessimistiche previsioni. Scegliemmo di rompere con Ranghelli su temi specifici e di merito senza piegarci alla politica della rissa e del pettegolezzo. Successivamente fummo seguiti all’opposizione da altre forze del centrosinistra”.

Gli esponenti di Rifondazione si augurano che Ranghelli “non sia vittima di ‘patologie ingravescenti’, come accadde al collega di Pescara. Il sindaco e i consiglieri si dimettano lasciando l’amministrazione a un commissario che porti il comune verso le elezioni”.