SPOLTORE – “La musica è vita”.

Risate ed emozioni ieri sera sul palco del Festival ‘Spoltore Ensemble’, a Largo San Giovanni, nel centro storico della città pescarese, dove un grande Alessandro Haber ha incantato il pubblico con un ‘appeal’ del tutto innovativo.

Insieme a Sasà Flauto alla chitarra, Mimmo Epifani al mandolino e Fabrizio Romano al pianoforte, Haber, uno dei migliori artisti italiani, è riuscito a regalare alla platea un eccellente spettacolo con ‘Habemus Haber’, in cui si sono alternate musica e cabaret che hanno dato vita a momenti divertenti ma anche ad attimi di forte commozione, soprattutto nell’interpretazione di pezzi indimenticabili della musica italiana.

Tra i brani rivisitati spiccano ‘Insieme a te non ci sto più’, ‘Margherita’, che forse più di tutte ha creato coinvolgimento da parte del pubblico, ‘Vedrai vedrai’, ‘La valigia dell’attore’, dedicata ad Haber dall’amico Francesco De Gregori, più altre canzoni scritte sulle poesie di Charles Bukowski che egli stesso ha dichiarato di amare infinitamente.

Disinvolto, meticoloso anche nella prestazione musicale, Alessandro Haber ha creato una magia col pubblico, con sigaretta accesa tra una canzone ed un’altra che ha subito fatto intendere Haber, rimane se stesso, sempre, anche quando è in scena.

Haber, dopo una lunga e fortunata carriera c’è ancora tensione ed emozione nel salire su un palco, come quello dell’Ensemble per esempio?

Tensione no, perché non è una ‘prima’. E poi, sono abituato a giocare con la musica, mi piace giocare con le interpretazioni. Anche perché, io amo la musica. Certo non è semplice mettersi in gioco come cantante, ma più si canta e meglio lo si fa.

E il pubblico? Difficile coinvolgerlo?

Io sono dell’avviso che bisogna conoscerlo. Più si va avanti con gli spettacoli, più l’artista migliora anche nella performance. Bisogna capire i gusti delle persone, soprattutto nel teatro, un luogo in cui ci si rende conto immediatamente della reazione del pubblico e ci si appropria in maniera completa della realtà scenografica.

‘Habemus Haber’, lo spettacolo presentato all’Ensemble, come nasce?

A dire il vero non nasce, nel senso che quando ho cominciato a mettermi in gioco come cantante ho avuto voglia anche di fare concerti, Amo esibirmi anche come cantante, adoro condividere con il pubblico note e parole ‘in loco’, lasciandomi guidare dalla musica.

La musica sembra proprio uno dei suoi grandi amori.

La musica è vita, la musica gode di un linguaggio universale che non ha bisogno di traduzioni, ecco perché la amo. Insieme al mio gruppo ci vediamo, suoniamo e mi sembra quasi di stare in vacanza quando ci esercitiamo con la musica. Sul palco dell’Ensemble, per esempio, io sono in vacanza con la musica. E sto bene, mi diverto molto di più che stare ore sotto il sole ad abbronzarmi. Io sono in vacanza quando lavoro. La resa dipende anche da molti fattori, stanchezza, pensieri, non è detto che mi riesca sempre, ma amo quello che faccio.

Lei ha avuto modo di lavorare con tanti grandi artisti, magari c’è qualcuno che porta nel cuore, qualcuno con cui ha avuto un rapporto speciale. 

Sicuramente come regista Mario Missiroli, che voglio ricordare: è morto da poco, ha fatto un lavoro incredibile, uno spettacolo più bello dell’altro. Sono tanti quelli che ho nel cuore, ma posso dire che forse lavorare con Carmelo Bene è stata una delle esperienze più belle della mia vita.  Mi ha aiutato a  crescere artisticamente, abbiamo viaggiato molto e addirittura siamo stati anche in Abruzzo, all’Aquila, insieme. Con lui ho trascorso il periodo più importante della mia carriera, in  cui avevo voglia di esprimermi artisticamente ed avevo molti sogni. Ma è stato bello lavorare anche con Alessio Boni, con cui collaboro ancora e al quale voglio un gran bene.  Niente gelosie, solo cooperazione ed aiuto reciproco.

Domandone: cinema o teatro?

Teatro, perché è nel teatro che sono proprietario di ciò che faccio. In teatro sono il vero protagonista. Sì, direi che è la mia passione.

Le passioni, quelle che possono far male se seguite ad ogni costo?

Vanno seguite. Sempre. Seguire una passione è la spinta essenziale per progettare qualcosa. Ci vogliono amore e passione per intraprendere un’attività. E se i risultati arrivano, aiutano a fare sempre meglio e diventano una possibilità di guadagno. Bisogna sempre provare a realizzare i propri sogni, anche se non è facile.