L’AQUILA – C’è chi la definisce la vera “ciccia” in Regione Abruzzo, di cui si parla poco, appetitosa preda dello spoils system, ovvero della spietata legge che consente, a chi vince le elezioni regionali, di piazzare nei posti di vertice e comando, persone di fiducia, “vicine” politicamente, sostituendo con le buone o con le cattive chi è stato nominato da chi c’era prima.
Sono i “posti al sole” tra i 1.475 dipendenti regionali, di fatto nominati, con una selezione interna: il riferimento, oltre alle attuali 62 postazioni da dirigente, e’ ai 315 funzionari, che sono in posizioni organizzative “D1” e “D3”.
Una grande infornata lontano dai riflettori ma molto ambita perché’ permette ai fortunati di guadagnare il 50 per cento in più oltre ad una più cospicua somma legata al premio.
Un gradino più sotto ci sono poi i soldati semplici, o poco più, ovvero i 32 istruttori direttivi, in posizione organizzativa “D”. Che però sono proprio quelli che possono ambire alla promozione, diventando funzionari.
Infine ci sono i 1.078 istruttori contabili, amministrativi e tecnici, in posizione organizzativa “B” e “C”.
In particolare, dirigenti e funzionari, hanno un ruolo di maggiore responsabilità, rispetto ai semplici impiegati senza gradi, e questo gli permette di avere stipendi più pesanti e premi di produzione. E in questa partita si ripropone la questione della “pesatura” dei ruoli che tante polemiche ha suscitato visto che non c’e’ differenza di trattamento economico tra chi ha più posizioni e chi ne ha meno.
E che, inutile girarci intorno, vengono promossi e mantenuti al loro posto, anche in base al “gradimento politico” della maggioranza di turno. In questo caso quella di centrodestra di Marco Marsilio, Fratelli d’Italia.
E l’occasione sarà offerta dalla riforma già approvata in giunta della macchina regionale, che dovrà rimescolare dipartimenti uffici e funzioni. E dunque anche le postazioni assegnabili. Riforma che ha come principale promotore l’assessore regionale al Personale Guido Liris, anche lui Fdi.
A tale proposito, le promozioni saranno decise, come da riforma, su proposta dei capi dipartimento d’intesa con i vertici politici.
Comunque, lo spoils system è da completare entro 180 giorni dalle elezioni, dunque entro settembre, e che avrà come prede più ambite i quattro direttori generali delle Asl, i cda dei 30 tra enti e società regionali, i capo-dipartimenti e il direttore generale della Regione Abruzzo, e tante altre nomine di sottogoverno ancora.
Del resto, a far avanzare di grado i dipendenti regionali, sono in ultima analisi i dirigenti di ciascun Servizio, nominati, assieme ai direttori di dipartimento, dalla giunta regionale in carica, in base ad una valutazione comparativa su competenze e professionalità acquisite. Ma con la scelta finale, in ultima analisi, discrezionale.
La partita è anche economica.
I 62 dirigenti regionali guadagnano 44.000 euro l’anno di retribuzione base, più 43.000 euro di retribuzione di posizione, legata al “peso”, alla “delicatezza” e al “rischio” dell’incarico.
Ad esempio più dipendenti devi coordinare e dirigere e più compiti ti vengono assegnati, più dovresti guadagnare.
Il condizionale è d’obbligo: in realtà la retribuzione di posizione è una cifra stranamente uguale per tutti, visto che la Regione Abruzzo non ha mai provveduto alla “pesatura”, ovvero a differenziare le retribuzione in base alla funzione svolta.
I 315 funzionari in posizione “D1” e “D3” oltre alla parte fissa della retribuzione, 25 mila euro circa l’anno, portano a casa circa 13.000 euro come retribuzione di posizione.
Anche qui senza nessuna “differenziazione” e “pesatura”.
Dirigenti e funzionari, va poi aggiunto, a differenza dei dipendenti semplici, percepiscono anche una retribuzione di risultato, detta anche “premio di produzione” pari ad una percentuale che quasi sempre si attesta sul 25% della retribuzione di posizione.
Premi livellati verso l’alto, nonostante gli aggiustamenti degli ultimi anni, visto che l’Organismo indipendente di valutazione (Oiv) della Regione Abruzzo è quasi sempre di manica larga nel dare le pagelle di fine anno, in base agli obiettivi fissati e al loro raggiungimento.
I dirigenti nel 1999 erano più del doppio, ben 139 e a seguito di progressivi riorganizzazioni, accorpamenti di uffici, pensionamenti e blocchi del turn over, si è arrivati all’attuale numero, 62 lontano dal fabbisogno calcolato in 95. L’intenzione del nuovo esecutivo è assestarsi ad un numero di 80. In ogni caso saranno pur sempre superiori per numero a quelli della confinante Marche, che ha una popolazioni più o meno pari a quella abruzzese, ma ha solo 52 dirigenti regionali.
Anche i dipendenti della Regione Abruzzo sono in numero superiore a ben vedere ad altre regioni: l’Abruzzo con 1.312.000 abitanti è amministrata da 1475 dipendenti regionali. L’Emilia Romagna, che ha 4.460.000 abitanti ha 3.891 dipendenti, in percentuale ben minori, rispetto all’Abruzzo.
La ridistribuzione delle posizioni organizzative, farà necessariamente seguito a quella della selezione dei nuovi capo-dipartimenti.
Già sono prossimi alla pubblicazione i bandi per il dipartimento Sanità e Agricoltura, a stretto giro arriveranno tutti gli altri. Con l’obiettivo di avere i vertici, compreso il direttore generale, nel pieno esercizio delle loro funzioni entro metà luglio.
A dettare modi e tempi la delibera di giunta del 10 giugno che ha approvato il Disciplinare a cui attenersi per l’indizione dei bandi, e le Linee guida, che prevedono una semplificazione e snellimento della tecnostruttura regionale.
Complessivamente un vero e proprio testo unico, di poche pagine, che sostituirà la selva di norme e circolari, a cui attenersi per nominare il direttore generale della Regione, i capo-dipartimenti e i vari dirigenti. Senza incertezze normative, e conseguente rischio di ricorsi.
Una riforma che prevede meno dipartimenti, meno dirigenti e persino meno parole nella denominazione dei vari settori. E in tal senso, come la delibera prevede, i direttori saranno subito convocati per stabilire, un nuovo organigramma e riorganizzazione, di ciascun dipartimento. Ovvero dovrà essere proposta una nuova articolazione in Servizi e Uffici, e individuare le specifiche attività.
E dunque il numero dei dirigenti, che come detto non dovrà essere superiore ad 80, come del resto già prevedeva una delibera dell’agosto 2018, predisposta nella passata legislatura. Ci sono infine 22 postazioni dirigenziali vacanti, perché il contratto dei titolari cade a fine mese, e per esse sarà fatto un bando ad hoc.





