L’AQUILA – I capigruppo di Forza Italia e del Nuovo centro destra in Consiglio regionale sono pronti, pur con qualche perplessità, a restituire di tasca loro le somme che, per la Corte dei conti. sono state spese nell’ultima legislatura in modo incongruo attingendo dal budget per i finanziamento di gruppi politici.
I giudici contabili contestano, infatti, a Forza Italia 9.423 euro per manifesti e francobolli utilizzati in manifestazioni e campagne politiche giudicate non attinenti “all’attività del gruppo in seno al Consiglio regionale”.
All’Ncd si contesta la spesa di 100 euro per un servizio di piatti di ceramica di ceramiche regalato ai rappresentanti del Comune di Memmingen nel contesto della cerimonia di gemellaggio con il Comune di Teramo. O meglio, da quanto si apprende, per il confezionamento dei piatti, che si trovavano nel magazzino della Regione.
“Ben vengano i controlli scrupolosissimi della Corte dei conti – spiega ad AbruzzoWeb Lorenzo Sospiri, il capogruppo forzista – e non abbiamo nessun intenzione di aprire un contenzioso. Rimborserò di tasca mia, visto che mia è la responsabilità di quelle spese”.
“Nessun problema – gli fa eco il capogruppo di Ncd, Giorgio D’Ignazio – ho fatto tutto in assoluta buona fede, restituirò subito di tasca mia la somma contestata”.
Detto questo, però, sia Sospiri che D’Ignazio, entrano nel merito della deliberazione della Corte, avanzando rilievi critici.
Per quanto riguarda Forza Italia, i giudici contabili hanno bocciato le rendicontazioni relative a campagne sull’aumento delle tasse da parte del Comune di Pescara, per i fondi tagliati dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, per lo stadio di Vasto (Chieti), per le palestre di San Salvo (Chieti) e ancora, per le affissioni in vari comuni abruzzesi contro l’aumento dei ticket e la chiusura dei punti nascita.
Spese che, però, per la Corte “esulano dalla nozione di ‘spesa di rappresentanza’ e vanno considerati irregolari” in quanto “riferibili a tematiche di carattere comunale”, e ancora “attinenti a un ambito territoriale e a scelte politiche estranee all’attività del gruppo in seno al Consiglio regionale”. A pagare i manifesti deve essere, insomma, il partito, o di tasca sua l’esponente politico, non il gruppo consiliare.
“Ci contestano la qualità del messaggio contenuto in una serie di manifesti stampati e affissi, considerandoli più di protesta che di proposta – osserva Sospiri – ma ritenevamo e riteniamo che dare evidenza a battaglie che stavamo e stiamo conducendo in Consiglio rientrasse nelle possibilità di un gruppo di opposizione”.
Iniziative per Sospiri “non di dimensione locale, bensì di sensibilizzazione e di informazione, nelle piazze delle principali città abruzzesi, della battaglia che il gruppo consiliare di Forza Italia stava tenendo in aula su questi temi, come ampiamente documentato”.
Tra le spese contestate dai giudici contabili anche quelle relative ai manifesti per ricordare Nino Sospiri, scomparso nel gennaio 2006, ex sottosegretario di Stato ed esponente di spicco del Movimento sociale italiano prima e di Alleanza nazionale poi, e zio di Lorenzo Sospiri.
“Non vedo cosa ci sia di sbagliato – sottolinea il capogruppo – nel promuovere una grande figura del centrodestra abruzzese, e perché ciò non debba rientrare nell’attività del gruppo consiliare che si rifà ai suoi valori, e alla sua testimonianza”.
Ha in fondo qualcosa da ridire anche D’Ignazio.
“In Germania per il gemellaggio ci sono andato come rappresentante del Consiglio regionale e ho portato come cadeau, proprio per spendere il meno possibile, dei bei piatti di ceramica che si trovavano nel magazzino della Regione. E pensavo che la piccola spesa per l’imballaggio potesse rientrare pienamente tra quelle ammissibili per il funzionamento del mio gruppo”.
“E pensare che quei 100 euro sono gli unici che ho speso dei 3.841 euro per il funzionamento del mio gruppo!”, fa notare poi.
E conclude affermando che “potrei anche contestare la deliberazione della Corte dei conti, ma preferisco chiudere subito la vicenda, pagare di tasca mia, ed essere ancor più scrupoloso in futuro”.




