PESCARA – Unificazione della Regione Abruzzo con il Molise; unione di Pescara, Montesilvano e Spoltore in un solo Comune; tre Province, del Molise, di Pescara/Chieti e di Teramo/L’Aquila; rilettura del territorio per una verifica del capoluogo: sono le proposte dello storico Licio Di Biase, consigliere comunale a Pescara, su cui riflettere cogliendo “l’opportunità della riduzione delle Province per ridisegnare l’Abruzzo”.

Inserendosi nel dibattito sviluppatosi intorno alle conseguenze della spending review, che tante polemiche ha suscitato nei giorni scorsi, Di Biase suggerisce di creare “una realtà più evidente del versante Adriatico dell’Italia Centrale”.

Quanto a Pescara, ricorda Di Biase che “nei millenni è stato uno dei luoghi più importanti della costa Adriatica, poi negli anni ha smarrito queste caratteristiche a svantaggio della regione. Oggi Pescara – dice però Di Biase – rischia di implodere e di non riuscire a essere il luogo che dovrebbe determinare lo sviluppo della regione”.

Quindi va avviato un confronto per una fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore.

Riguardo alle Province, secondo Di Biase “si deve parlare di fusioni e non di annessioni. La zona a sud del fiume fino al 1927 era nella Provincia di Chieti, quella a nord era nella Provincia di Teramo. Nessuna delle attuali Province abruzzesi ha i requisiti per restare autonoma (superficie di almeno 3 mila chilometri quadrati, almeno 350 mila residenti), perciò nessuna può pensare di annettersi un’altra”.

Secondo Di Biase, “una così profonda e radicale trasformazione dell’assetto istituzionale della regione condurrà inevitabilmente a una rilettura del capoluogo”, ma anche a dover fare riflessioni “prive di livore campanilistico”.