PESCARA – “Questo delitto così efferato non fa parte della cultura dei pescaresi. Questa violenza non è nel Dna della nostra città e quindi l’episodio ci sconvolge in maniera incredibile. È necessaria una chiara e forte risposta da parte degli organi territoriali dello Stato perché i cittadini questo chiedono”.
Lo afferma il sindaco di Pescara, Carlo Masci, all’esterno del bar in cui ieri si è consumato l’agguato che ha portato alla morte di un uomo e al ferimento di un altro.
“Non è possibile – va avanti il primo cittadino – che succeda una sparatoria in un bar dove ci sono bambini e chi sta tranquillamente seduto a riposarsi. I cittadini chiedono che venga assicurato alla giustizia il killer, perché qui si è trattato di un’esecuzione, e che ci siano risposte chiare sulle motivazioni per cui succedono queste cose. È necessario avere risposte”.
“Mi sembra – aggiunge Masci – che i sindaci siano lasciati da soli in territori che sono poco controllati e in cui avvengono scene di violenza, in questo caso sconvolgenti perché sono frutto evidentemente di qualcosa che sfugge alla nostra percezione. Uno che spara e uccide le persone a sangue freddo: qui è delinquenza pura. Ci sono però anche episodi di teppismo continui che creano disagio sociale e tensione. Sono quindi necessarie più forze dell’ordine sul territorio. Nell’ultima riunione del Comitato per la sicurezza pubblica si è parlato chiaramente della necessità di una maggiore presenza sul territorio, a fini preventivi e repressivi, superando l’ostacolo della scarsità di personale e la difficoltà di avere più agenti in strada a tutela dell’ordine pubblico: il ministero dell’Interno intervenga adesso con prontezza per bloccare sul nascere il primo segnale di deriva al quale non possiamo assistere passivamente”.
“Pescara – dice ancora il sindaco – è una città complessa, con presenze giornaliere che triplicano quelle dei residenti, che vive giorno e notte e che nella sua vitalità ha una delle chiavi del successo e dell’attrattività: questo prezioso patrimonio sociale di una città in crescita e sviluppo in tutte le sue componenti, non va assolutamente disperso né si può tollerare che fatti di cronaca nera come quelli di lunedì possano bollare una comunità sana e operosa. Dove ci sono socialità diffusa e solarità di rapporti non possono e non devono esserci nicchie di malaffare e zone d’ombra”, conclude Masci.






