L’AQUILA – “La trasparenza non è un optional, è la premessa di una buona gestione della cosa pubblica. E per questo chiedo che sul sito Internet del Comune dell’Aquila vengano inseriti anche i dati relativi ai beni immobili e alla gestione del patrimonio. E sarebbe anche ora che le Spa comunali si adeguino alla legge sulla trasparenza amministrativa”.
Prende la palla al balzo il consigliere comunale dell’Aquila Ettore di Cesare, del gruppo civico di Appello per L’Aquila, a seguito dell’articolo di AbruzzoWeb che ha documentato come quasi tutte le Ater, le aziende regionali abruzzesi che gestiscono le case popolari, ancora non si adeguino al decreto legge 33 entrato in vigore nel marzo 2013, e che obbliga tutti gli enti pubblici a pubblicare sul sito web istituzionale, con link ben visibile in home page, la sezione “Amministrazione trasparente”, con bilanci e appalti, consulenze, organigramma e stipendi del consiglio di amministrazione e dipendenti, pagamenti a terzi e molto altro, con obiettivo di favorire un controllo da parte del cittadino sull’operato delle istituzioni e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
Di Cesare, del resto, della trasparenza ha fatto una bandiera politica, se non altro perché è uno dei promotori del progetto Open Polis, che da anni, tra le altre cose, rende pubblici e accessibili gli atti, i documenti e dati sensibili del Parlamento italiano e degli onorevoli.
Il Comune dell’Aquila, va premesso, ha già online, e con un buon grado di completezza e qualità, la sezione “Amministrazione trasparente”. Mancano però una serie di informazione che il consigliere degli “orange” ritiene di decisiva importanza.
“Se andiamo sul sito di altri Comuni, come quello di Napoli, è facilmente consultabile, su un foglio Excel, l’elenco aggiornato a dicembre 2013 di tutti gli immobili di proprietà dell’amministrazione, ovvero dei cittadini, e soprattutto l’elenco con tutti gli immobili che vengono affittati, e per ciascuno di essi è specificato il canone mensile incassato dall’erario”, fa un esempio.
Un lavoro notevole, quello portato a termine dal Comune di Napoli, a sfatare certi pregiudizi sull’efficienza delle pubblica amministrazione partenopea: gli immobili censiti sono infatti circa 65 mila, quelli affittati 24.402.
“Se dall’entrata in vigore della legge – commenta Di Cesare – a implementare questa sezione ci è riuscito Napoli, comune ad altissima densità immobiliare e abitativa, non si capisce perché il Comune dell’Aquila ancora non ci riesca, e perché non sia a oggi a disposizione dei cittadini l’elenco degli immobili e dei canoni richiesti, essendo un lavoro di compilazione molto più semplice, tenendo conto che molti di questi immobili sono senz’altro inagibili”.
La mancanza di trasparenza e pubblicità, si fa notare, rischia di alimentare il sospetto che ci sia qualcosa da nascondere, che vi siano in essere locazioni di favore, e del tutto fuori dai parametri di mercato. Una ragione in più per adeguarsi tempestivamente al decreto 33.
Passandro alle ex-municipalizzate e società partecipate dal Comune, sulla pagina Amministrazione trasparente del sito web dell’ente è possibile documentarsi sulle retribuzioni dei vertici.
Per la cronaca, Amerigo Di Benedetto, presidente della Gran Sasso Acqua, (Gsa), percepisce 33.600 euro lordi l’anno, Carlo Sandolo, presidente del Sed, 19.050 euro, Giorgio Masciocchi, presidente dell’Azienda farmaceutica municipalizzata (Afm e da pochi giorni amministratore unico, prende 17.141 euro. Luigi Fabiani, oramai ex presidente dell’Aquilana società multiservizi (Asm ) percepiva 17.151 euro. Umberto Beomonte Zobel, presidente del Centro turistico del Gran Sasso (Ctgs), e Agostino Del Re, presidente Azienda mobilità aquilana (Ama, pure lui appena divenuto amministratore unico), 17.151 euro. Si specifica anche che Zobel ha rinunciato al compenso.
Nei siti delle rispettive società, però, l’amministrazione trasparente continua a latitare.
Fa un resoconto Di Cesare: “Sul sito dell’Asm nell’apposita sezione ci sono ancora molte pagine vuote, l’Ama del link alla pagina amministrazione trasparente non c’è traccia, idem per l’Afm, Cgts, Ama, e anche Csa – Istituzione Centro Sociale Anziani. Sul sito del Sed si annuncia che ci si adeguerà presto. Molte di queste società si trovano in una pesante situazione debitoria, sarebbe importante rendere pubblici e facilmente accessibili, tutte le informazioni utili a comprendere come queste società stanno gestendo le risorse”, rileva.
“Mi aspetto un sollecito da parte del sindaco Massimo Cialente, visto che l’omissione è stata più volte segnalata in commissione e in Consiglio comunale”.






