L’AQUILA – È imminente la ripresa dei lavori dei sottoservizi, fermi da quasi due mesi tra corso Vittorio Emanuele e via Garibaldi, all’Aquila, a causa del ritrovamento di alcuni reperti archeologici.
Lo garantisce il presidente della Gran Sasso Acqua spa, stazione appaltante dell’opera pubblica, Fabrizio Ajraldi, per il quale l’infrastruttura “non solo è necessaria, ma talmente innovativa che ce la invidiano in tutta Italia”, e che proprio ieri ha ricevuto l’autorizzazione a proseguire dalla Soprintendenza.
Il blocco del cantiere, che sta mettendo in ginocchio il commercio in centro storico, ha portato l’assessore alla Mobilità Carla Mannetti a paventare, dalle pagine di AbruzzoWeb, l’ipotesi di non proseguire con la realizzazione del tunnel sotterraneo nei cinque lotti del secondo stralcio, che devono ancora partire e che riguardano altri quartieri del centro e l’anello via XX Settembre-via Strinella-viale Croce Rossa.
“Siamo in procinto di ottenere la ripresa dei lavori, dopo aver declassato l’opera – spiega Ajraldi – abbiamo cioè riprogettato il passaggio in Corso Vittorio Emanuele, dove il tunnel sarà sostituito da una polifera, in modo da non interferire coi ritrovamenti. L’intervento è stato scisso, una parte delle condotte passeranno lungo il corso e un’altra parte in via Malta”.
“Stiamo fotografando quello che dobbiamo ancora fare e stiamo ipotizzando di agire in macroaree”, aggiunge il presidente della Gsa, “per evitare di dover intervenire strada su strada e di interferire sui rientri dei residenti e delle attività commerciali. Abbiamo individuato dei settori in cui intervenire, dando priorità a porzioni del centro non ancora riabitate”.
“La variante la stiamo concertando con Asse centrale scarl (l’associazione di imprese che si sta occupando della realizzazione del primo stralcio, ndr), le economie vanno fotografate e ottimizzate, laddove dovevi passare con il tunnel e passi con una polifera è ovvio che c’è un risparmio, anche se in questo caso è stata guardata la funzionalità e non il risparmio. Non c’è un aggravio di spese per l’impresa, stiamo riprogettando per evitare diseconomie”.
Ajraldi, in ogni caso, non mette in dubbio il prosieguo dei lavori, anche nei lotti del secondo stralcio che devono ancora partire.
“La pianificazione ha subito delle variazioni dettate dall’opportunità, che era quella di far tornare la gente in centro, questo ha portato uno sfasamento dell’intervento – ammette – che non ha avuto più una regolarità ma ha subìto degli stop. Nel corto periodo poteva essere positivo ma nel lungo diventa difficoltoso”.
Il presidente, poi, resta convinto della bontà dell’opera. Utilitalia, la Federazione che riunisce le aziende operanti nei servizi pubblici dell’acqua, dell’ambiente, dell’energia elettrica e del gas, “dà come direttiva quella di agire sulle perdite – spiega Ajraldi – solo quelle possono garantire un risparmio della risorsa idrica, la cui disponibilità è cambiata rispetto al passto”.
“Dobbiamo prendere le cose positive e correggere le sbavature, questa metodologia d’intervento ci serve per permettere di impostare gli altri cinque lotti. Il primo è sempre pilota, è un cantiere complesso in una realtà complessa, sulla scorta delle imprecisioni strutturiamo gli altri cinque lotti”, chiosa Ajraldi, che si dice convinto del fatto che “nel lungo periodo si creano delle economie importanti, si garantisce alla città una serie di interventi a basso costo per le riparazioni delle reti, che oggi sono nel nostro budget una voce importante”.



