L’AQUILA – Dichiarazioni “confuse e strumentali” con l’obiettivo “di attirare i riflettori su di sé quale partecipante alla corsa per la candidatura a sindaco dell’Aquila”.

Così il coordinatore delle imprese impegnate nei lavori di rifacimento dei sottoservizi, Gianni Frattale, replica all’avvocato del Movimento cinque stelle Fausto Corti, che insieme all’architetto Antonio Perrotti e alla senatrice Enza Blundo, ha denunciato nei giorni scorsi che gli scavi per la messa a dimora del “tunnel intelligente” sono stati realizzati in parte senza i casseri, paratie blindate che avrebbero dovuto difendere le fondazioni dei palazzi nel centro storico, previsti dal progetto.

“Nonostante le roboanti affermazioni dell’avv. Corti l’Ati esecutrice delle opere sta rispettando con perfetto rigore la progettazione posta a base della gara di appalto e, soprattutto, non ha provocato alcun danno agli edifici limitrofi alle zone di intervento”, spiega Frattale in una nota in cui annuncia di aver “dato mandato al proprio legale per difendersi dal gratuito e pretestuoso attacco”.

La denuncia del Movimento cinque stelle è arrivata dopo che alcuni edifici hanno registrato dei danni che secondo i proprietari sono riconducibili agli scavi in corso, per la realizzazione dei nuovi sottoservizi, la più grande opera pubblica del post-terremoto del 2009, del valore complessivo di 80 milioni di euro.

LA NOTA COMPLETA DI FRATTALE

In relazione alla conferenza stampa tenuta dall’avv. Fausto Corti, dall’arch. Antonio Perrotti e dalla senatrice Blundo del movimento cinque stelle, è di massimo interesse dell’Ati esecutrice dei lavori contestare illimitatamente il contenuto delle confuse e strumentali dichiarazioni rese dai tre predetti, perché prive di qualunque riscontro fattuale, meramente demagogiche e diffamatorie.

In primo luogo, è di estrema gravità – e foriero di ovvie responsabilità anche penali – l’addebito di pretesa gestione “omertosa” dell’esecuzione delle opere.

Travalicando ogni regola possibile, giuridica in primis, ma anche di mero buon senso, l‘avvocato Corti impiega detta aggettivazione – che ha ovviamente ingenerato nell’opinione pubblica l’infondato dubbio di illiceità diffuse, ma non meglio specificate, nell’esecuzione delle opere – senza alcun dato dimostrativo e al malcelato scopo di attirare i riflettori su di sé, quale partecipante alla corsa per la candidatura a sindaco dell’Aquila.

Come sa chiunque, l’impresa esecutrice dei lavori – e a maggior ragione nel caso dei sottoservizi – è oggetto di un severo e costante monitoraggio da parte della direzione dei lavori e dei responsabili del procedimento; nonostante le roboanti affermazioni dell’avv. Corti l’Ati esecutrice delle opere sta rispettando con perfetto rigore la progettazione posta a base della gara di appalto e, soprattutto, non ha provocato alcun danno agli edifici limitrofi alle zone di intervento.

Del pari totalmente priva di qualunque fondamento – e di nuovo al mero scopo di ingenerare confusioni e sospetti infondati nell’opinione pubblica – è l’indicazione del ribasso con il quale l’Ati si sarebbe aggiudicato l’appalto.

La pretesa percentuale del 41% è parto di pura fantasia, come chiunque può appurare direttamente esaminando il provvedimento di aggiudicazione pubblicato sul web dalla Gran Sasso acqua S.p.A.: il ribasso in questione infatti è pari al 16,799%!

Col che si sciolgono come neve al sole le distorte allusioni circa le difficoltà economiche che un pesante ribasso avrebbe provocato all’associazione esecutrice delle opere.

Parimenti travisata e fuorviante è l’affermazione che l’avvocato Corti fa sui tempi di ultimazione dell’opera. In realtà i tempi di esecuzione sono in linea con il programma lavori e con la consegna delle varie aree di lavoro.

Vale la pena, infine, rimarcare come peraltro l’avvocato Corti cada in ovvia e grave contraddizione quando, muovendo dall’inesistente, come già detto, responsabilità dell’impresa appaltatrice, precisi che torti o ragioni vanno affrontati in sede giudiziale; eppure si erga – senza alcun motivo ed evidenza dimostrativa – censore del comportamento dell’attività dell’impresa esecutrice delle opere e delle stazioni appaltanti, sperando in un processo mediatico.

Il che dimostra, dunque, lo scopo meramente pubblicitario e demagogico della conferenza stampa di venerdì scorso.

Ovviamente l’Ati ha dato mandato al proprio legale per difendersi dal gratuito e pretestuoso attacco qui contestato.

Gianni Frattale
coordinatore generale di commessa
Asse centrale Scarl