CIVITELLA ALFEDENA – È stato ascoltato per sei ore e mezza oggi in caserma l’egiziano 18enne Youssef, fidanzato della 16enne Alisya Di Giacinto che con la sorella Sarah di 12 anni originarie di Minturno, nel Lazio, sono sparite dalla casa famiglia di Civitella Alfedena nella notte tra il 6 e il 7 giugno scorsi

Per oltre un’ora è stato sentito dal procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo, mentre il resto dell’esame si è svolto con i carabinieri della stazione di Villetta Barrea.

“Non è indagato”, ha precisato il procuratore. All’uscita dalla caserma, alle 20.45, il giovane è stato accompagnato dai carabinieri fino alla sua bicicletta senza rispondere alle domande dei giornalisti. Il giovane non è indagato – è stato accompagnato dal sostituto procuratore Edoardo Mariotti e dal capitano della compagnia dei carabinieri di Castel di Sangro Giuseppe Testa.

“Abbiamo fatto verifiche dei luoghi, compresa la casa famiglia. Avevo necessità di risentire questa persona – ha precisato il procuratore parlando del giovane – e di sentirne altre, della comunità, ospiti ed educatori. Questo significa solo che stiamo lavorando”. Sono stati sentiti anche due amici di Youssef che vivono con lui da quando ha lasciato la casa famiglia. Il procuratore ha sottolineato che sono stati ascoltati tutti “come persone informate dei fatti”.

Intanto Carlo Fucci,  procuratore capo di Cassino, che segue l’inchiesta per la competenza del territorio laziale. ha affermato che, “è probabile che siano con qualcuno. È evidente che è difficile ipotizzare un’autogestione da parte di due bambine quando passa un tempo così lungo. E ciò porta logicamente ad ipotizzare che ci sia il supporto di qualcuno”. Per quanto riguarda le ricerche in corso, secondo il procuratore “è logico che si vada alla ricerca delle persone scomparse in tutti i territori in cui possono esserci dei punti di riferimento, supporto al fatto che si nascondono”.

La sua abitazione è stata perquisita.  Indagini anche al bar Lupo, dove le due ragazze sono state viste per l’ultima volta dalle telecamere di videosorveglianza.

Inoltre il terzo dei telefoni segreti che fino allo scorso 10 giugno hanno agganciato le celle telefoniche del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise si è appurato essere intestato a un amico del 18enne egiziano fidanzato di Alysia mentre gli altri due appartengono a un kosovaro e al compagno della madre.

Sul caso interviene anche il procuratore capo di Cassino, Carlo Fucci, che segue gli sviluppi per gli aspetti di competenza del territorio laziale. Secondo il magistrato, con il passare dei giorni prende sempre più consistenza l’ipotesi che le ragazze non siano sole. «È probabile che siano con qualcuno, perché è difficile immaginare un’autogestione da parte di due bambine per un periodo così lungo»

Le ricerche delle due sorelle scomparse in Abruzzo sono proseguite nella zona del lago di Barrea, dove nei giorni successivi alla scomparsa si erano concentrate attività di perlustrazione da parte di vigili del fuoco, volontari e Protezione civile.

Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sulle piste seguite e sulle verifiche in corso. Ma delle adolescenti Sarah e Alisya Di Giacinto al momento nessuna traccia. In forse anche l’attribuzione a una delle due sorelle del fermaglio trovato non lontano dalla casa famiglia: potrebbe non essere di Sarah come in un primo momento si era detto, dal momento che il padre non l’ha riconosciuto.

La procura di Sulmona, del caso si sta occupando il pm Stefano Iafolla, ha aperto un nuovo fascicolo, ipotizzando il reato di abbandono di minore nei confronti dei responsabili della struttura che ospitava le ragazze.

L’iscrizione nel registro degli indagati sarebbe un atto dovuto, conseguente alla denuncia, presentata dal padre delle ragazzine, assistito dall’avvocato Francesco Riccardi. Il nuovo procedimento si affianca a quello già avviato nei giorni scorsi per sottrazione di minore.