L’AQUILA – Il gruppo Facebook ’Lo rivoglio all’Aquila’ lancia una petizione online per chiedere il mantenimento in città della sede della soprintendenza unica per i beni culturali.

La raccolta firme attraverso il portale Avaaz.org ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di quello che viene definito un vero e proprio scippo programmato ai danni della città, argomento di cui si erano occupate nei mesi scorsi anche le associazioni cittadine Archeoclub d’Italia, Compagnia Rosso d’Aquila, Panta Rei, Circolo Legambiente Abruzzo beni culturali, Fondo Ambiente Italiano, il gruppo di azione civica “Jemo ‘nnanzi”, Italia Nostra e Pro Natura L’Aquila, con una nota collettiva. 

Il progetto del ministero per i Beni culturali prevede la riorganizzazione delle sedi distaccate e individua a Chieti la sede della Soprintendenza unica per l’archeologia, le belle arti e il paesaggio.

Per il capoluogo abruzzese significherebbe perdere, dopo quasi 100 anni, una prestigiosa istituzione: la Regia soprintendenza all’arte medievale e moderna degli Abruzzi e Molise è stata infatti istituita all’Aquila nel 1924.

“La città si vedrebbe così privare anche di ciò che le appartiene non solo come capoluogo di Regione, ma anche perché città d’arte – sottolinea ad AbruzzoWeb Beatrice Sabatini, una degli amministratori e fondatori del gruppo e promotrice dell’iniziativa – C’è una soprintendenza speciale per il cratere che, in teoria, dovrebbe lavorare fino al 2019, ma a oggi non ci sono notizie del mantenimento in attività della stessa dopo questa data. Tutto è ancora nebuloso. E non ci sembra giusto nei confronti di una città, ricca di storia e beni architettonici come L’Aquila, e del suo comprensorio altrettanto florido di monumenti e tesori artistici e archeologici”.

“Restare sede del polo museale, a questo punto, appare come una sorta di contentino per sopperire al trasferimento della sede della soprintendenza unica – continua la Sabatini – mentre per la soprintendenza del cratere i limiti non possono essere quelli della ricostruzione che, comunque, andranno ben oltre il termine di attività della soprintendenza stessa fissato al 2019″.

“Considerando che nel 2016 non sono ancora iniziati tutti i cantieri non solo in città ma anche nelle zone limitrofe” conclude. 

La petizione è online da questo pomeriggio e ha registrato fino a questo momento alcune decine di adesioni e numerose condivisioni sui social network.