L’AQUILA – Cala di due punti percentuali, dal 52 al 50 per cento tondo, la fiducia degli abruzzesi nel governatore Gianni Chiodi, che è anche commissario per la ricostruzione e la sanità.
Il dato emerge dallo studio “Monitoregione”, che Crespi Ricerche ha realizzato in collaborazione con Fullresearch rilevando la fiducia dei presidenti delle Regioni italiane a settembre-ottobre.
Secondo lo screening, rispetto al dato di luglio Chiodi ha avuto una leggera flessione, e nella chart dei presidenti è stato scavalcato dai colleghi del Piemonte, Roberto Cota, e della Campania, Stefano Caldoro. Assieme a lui, appaiati in classifica anche i presidenti di Marche, Gian Mario Spacca, e Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo.
Da notare che il picco di popolarità di Chiodi, con il 54 per cento, c’è stato nel secondo semestre 2009, in piena emergenza post-terremoto. Poi, una lenta discesa.
La rilevazione è cominciata tre anni fa, quando c’era ancora Ottaviano Del Turco, e da allora il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, ha praticamente dominato questa classifica, a parte qualche escursione di Lombardo e Galan e l’exploit di Zaia in Veneto nella rilevazione di luglio.
La classifica di settembre-ottobre per questo motivo è quasi una rivoluzione, anche perché i presidenti di regione stanno acquisendo sempre più un profilo di politici nazionali.
Ed è proprio il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che guida la giunta dell’Emilia Romagna, a portare per la prima volta un esponente del Partito democratico in testa a questa classifica, con il 58,5 per cento di consenso.
La fiducia di Luca Zaia flette di quasi due punti e viene appaiato dal suo collega calabrese, Giuseppe Scopelliti che invece guadagna mezzo punto.
Secondo gli analisti, il consenso di Zaia rimane alto, ma la flessione probabilmente colpisce una sua eccessiva presenza sui media che lo porta probabilmente a profilarsi ancora come un ministro della Repubblica e non un presidente di Regione.
I risultati di Scopelliti, come del resto quello di Vendola, che guadagna 2,4 punti, attestandosi al 55,9 per cento, quello della stessa Polverini con un +1,6 e l’ottimo 53 per cento di Caldoro con un +2,4, sembrano premiare quei governatori che si sono trovati a gestire le maggiori difficoltà, soprattutto nel settore della sanità.
Dovendo rinunciare alla luna di miele con gli elettori, pare che si siano legittimati su un profilo di rigore e serietà che in questa fase i cittadini sembrano apprezzare.
Formigoni perde un punto, anche se ovviamente resta nell’olimpo con il 57,5 per cento. Interessante, non solo per le questioni locali, il primo dato di Raffaele Lombardo che, dopo avere varato il suo terzo governo, si attesta infatti al 57 per cento: lontano dai suoi massimi, ma sicuramente con un’apertura di credito forte.
Uscito vincitore dalle battaglie dei tribunali che ne hanno legittimato l’elezione, Roberto Cota mantiene il suo consenso sopra il 50 per cento, anche se in flessione.
Poi arriva appunto Chiodi, fermo sulla linea del 50 per cento con un meno due punti, mentre vanno sotto tale soglia Iorio (Molise) al 48 per cento, Burlando (Liguria) con il 47 per cento, che perde tre punti, e Cappellacci al 45 (Sardegna). Nella rilevazione non compaiono Trentino e Valle d’Aosta.
LA CLASSIFICA:




