L’AQUILA – Il gruppo Edimo ha ottenuto un riconoscimento ufficiale da Telethon “per aver sostenuto la ricerca scientifica in occasione della Maratona 2010 e per aver contribuito a un futuro libero dalle malattie genetiche”.

Il gruppo industriale aquilano ha contribuito, in particolare, alla ricerca su una malattia rara delle ossa: l’osteopetrosi,malattia dello scheletro che spesso induce grave sofferenza e morte precoce. I pazienti soffrono anche di bassa statura, numerose deformità e fratture patologiche che si uniscono a carenze ematologiche e nervose.

Attualmente non esistono cure farmacologiche efficaci per combattere tale malattia. Le forme maligne sono trattate con trapianto di midollo, il quale però è efficace in meno del 50 per cento dei pazienti e, in coloro che sopravvivono, non elimina sintomi quali la bassa statura e il deterioramento della vista.

La responsabile scientifica del progetto è Anna Maria Teti, professoressa dell’Università dell’Aquila.

La ricerca sull’osteopetrosi, data la bassissima ricorrenza nella popolazione, è praticamente ignorata dalle case farmaceutiche e quindi delegata quasi totalmente a iniziative benefiche e solidaristiche.

La particolarità del progetto sostenuto dal gruppo Edimo è che non utilizza cavie da laboratorio, ma si serve di un modello matematico che replica il comportamento animale.

“Sostenere le attività di ricerca scientifica, in particolar modo quanto esse riguardano la salute dei cittadini, è un dovere morale per le aziende – è quanto afferma Valerio Taddei, uno dei figli di Carlo, patron del gruppo – poter donare una parte del reddito d’impresa in favore di progetti tesi a sconfiggere le malattie rare è una soddisfazione che arricchisce il lavoro che svolgiamo con fatica tutti i giorni, tanto più che, da aquilani, abbiamo imparato ad apprezzare il valore della solidarietà”.

“Siamo consapevoli che le malattie genetiche rappresentano un campo molto sensibile nell’ambito della ricercamedico-scientifica – conclude Taddei – poiché, tranne alcune, non attraggono gli investimenti delle case farmaceutiche e quindi sono delegate alla buona volontà di soggetti benemeriti quali Telethon”.