L’AQUILA – “La politica all’Aquila? Vecchia, dentro e fuori”.
È quanto sostiene l’associazione “Sognando L’Aquila”, nel lanciare il suo manifesto per la città.
“La nostra, una città ferita, continua ad essere vittima di una contrapposizione istituzionale e civile permanente ove si articola un dibattito infinito tra entità che dimostrano sensibilità diverse. In questo contesto – aggiunge l’associazione – si comincia a respirare aria elettorale. Inquinata naturalmente”.
“Inquinata perché forte è l’odore del già conosciuto – spiega “Sognando L’Aquila” – inquinata perché nella borsa degli ‘interessi’ ognuno cerca di piazzare il proprio candidato”.
“Vogliamo diffondere e con voi discutere la necessità oramai improcrastinabile di rinnovare la classe politica – conclude l’associazione – per cogliere tutti insieme, l’unico obiettivo a cui teniamo: la rinascita della nostra città”.
LA NOTA INTEGRALE DELL’ASSOCIAZIONE
La politica all’Aquila? Vecchia, dentro e fuori.
Non tanto e non solo perché “vecchi” sono diventati i suoi protagonisti principali, ma anche e soprattutto per il “fermo biologico” che rappresentano, prigionieri di un pensiero passato che li rende inadeguati rispetto alle drammatiche necessità dell’oggi e a maggior ragione rispetto al futuro.
La nostra, una città ferita, continua ad essere vittima di una contrapposizione istituzionale e civile permanente ove si articola un dibattito infinito tra entità che dimostrano sensibilità diverse.
Si discute….oh quanto si discute!
Rimpalli di responsabilità, accuse più o meno circostanziate, aspettative deluse e interessi sottesi in “ogni azione” su cui ci si confronta.
Commissari, vice commissari, direttori, consulenti e ancora strutture tecniche con capi e sottocapi e altri consulenti da un lato: sindaco, vice sindaco, assessori, strutture per la ricostruzione, consiglieri e aspiranti tali dall’altra.
Dibattono ma omettono di dare risposte per l’oggi e rendono il futuro ancora più incerto per quanti, dopo aver perso tutto, stanno perdendo anche la speranza.
In questo contesto si comincia a respirare aria elettorale. Inquinata naturalmente. Inquinata perché forte è l’odore del già conosciuto, inquinata perché nella borsa degli “interessi” ognuno cerca di piazzare il proprio candidato.
Coloro che hanno avuto, per decenni, la “fortuna” della “rappresentanza” sembrano ritenere che tutto sia stato già pensato, che il più è fatto, al massimo è consentito ripensarsi, rielaborare, ostinandosi ad opporre ad una realtà cambiata il rimasticato spacciato per nuovo.
Sono prigionieri di se stessi, rigattieri di un passato che non passa.
In un gioco di specchi che rimbalza figure e figuranti ciò che infine, come per incanto appare, è sempre la stessa politica replicata affinché dal passato ci si possa offrire al presente per ipotecare il futuro.
È il loro estremo e disperato tentativo di sopravvivere a se stessi. Sono fermi con la mente e lo sguardo rispetto a una realtà che li sopravanza e che con i loro strumenti (del passato) diventa incomprensibile. Di conseguenza la rifiutano restando legati a logiche superate e inadeguate.
A tutto ciò noi vogliamo contrapporre, con responsabilità, la voglia di nuovo, o meglio di diverso, l’istinto di vivere e creare, ricostruire perché questa è la terra in cui si è deciso di restare, lavorare, crescere e morire.
Un ricambio auspicabile di aria fresca che soffia spazzando il superfluo per accarezzare l’essenziale.
Uomini e donne nuove che abbiano la capacità, le idee l’entusiasmo e la passione per cambiare il destino della nostra amata terra.
Si vuole essere giovinezza come sapore, forza, vivacità, curiosità di pensare e di pensarsi come capaci di piegare la realtà al sogno, di realizzare la speranza dell’oggi in un domani migliore, senza aver “maturato il peso di debiti da pagare” a chicchessia e senza timori reverenziali per alcuno.
Umili ma determinati, vogliosi di ricostruire la propria città e di ripristinare nel contempo una civiltà possibile, anche nei rapporti istituzionali.
Rispetto a una pubblica opinione “aggressivamente disincantata” a ognuno è fatto obbligo di darsi al meglio in modo gratuito senza risparmiarsi ma soprattutto senza retro pensieri.
Vogliamo diffondere e con voi discutere la necessità oramai improcrastinabile di rinnovare la classe politica, per cogliere tutti insieme, l’unico obiettivo a cui teniamo: la rinascita della nostra città.
“Libertà non è stare sopra un albero, non è neanche un volo di un moscone. Libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione” (G. Gaber).
Tutti coloro che sono interessati ad aderire al nostro “progetto” possono contattarci all’indirizzo mail [email protected].






