L’AQUILA – Momenti di tensione questa mattina fuori la casa famiglia per bambini di San Gregorio (L’Aquila), dopo che la conduttrice di Rai 3 Elsa Di Gati, non potendo per l’alt dei responsabili consegnare un regalo a un bambino che vorrebbe in affido in accordo con la madre naturale, ha deciso di protestare chiamando una “gazzella” e i giornalisti.

I militari dell’Arma hanno potuto solo constatare l’ordinanza del Tribunale dei minorenni in base alla quale le responsabili della struttura hanno vietato l’ingresso a quella che potrebbe diventare la nuova famiglia, anche se “in prestito”, del bambino.

Da quanto si è appreso, infatti, il Tribunale dei minori ha vietato che il fanciullo esca dalla struttura e ha disposto che possa incontrare solo la madre naturale e i parenti.

Eppure, protesta la donna, “fino a poco tempo fa ho sempre incontrato all’interno della struttura il bambino”.

Oggi, però, alla possibile futura mamma in prestito non è rimasto che consegnare il giocattolo a un educatore, al di fuori del cancello.

La storia è cominciata a ottobre 2009, quando la Di Gati ha organizzato una serata di beneficenza a Pineto per raccogliere fondi per quella struttura. Se n’è occupata anche Repubblica RadioTv, con un’intervista telefonica dello scorso 28 aprile, quando ancora non c’era stata la sorpresa amara di non poter più vedere il bambino.

Bambino che ha conosciuto proprio due anni fa, durante la manifestazione di solidarietà. “Era il più piccolo – ricorda la giornalista – e giocando con lui ci siamo entrambi affezionati. Mi sono accorta che nel week end tutti gli altri bambini tornavano a casa o erano ospitati in altre famiglie e lui rimaneva da solo nella casa famiglia. Io e mio marito abbiamo deciso quindi di accoglierlo a casa nostra. Per un anno lui ha frequentato casa mia, senza contare le numerose volte che insieme a mio marito ci siamo recati a fargli visita con tanta felicità del fanciullo”.

Di qui la decisione. “Lo scorso 7 febbraio – continua la Di Gati – abbiamo deciso di presentare, insieme alla madre, l’affidamento congiunto, ma il presidente del Tribunale dei minorenni dell’Aquila, Vittoria Correa, non è stato dello stesso parere”.

Il motivo sarebbe un’altra adozione. “Nel frattempo, dopo sei anni di attesa – spiega ancora la conduttrice di Rai 3 – siamo andati in Asia a prendere mia figlia. Il presidente del Tribunale minorile dell’Aquila mi ha detto che dovevo scegliere o lei o lui. Per ospitare il piccolo dovevo rinunciare alla bambina che aspettavo da sei anni. Una cosa brutta e anomala, perché la legge 149 favorisce gli affidi principalmente alle famiglie con figli minori”.

Per la Di Gati quella del giudice è una decisione difficile da accettare, perché “insieme alla mia famiglia avremmo regalato sia a noi e sia al bambino un po’ di felicità. La sua mamma, purtroppo – spiega – non ha le possibilità economiche per mantenerlo. Tra l’altro ha già un altro figlio e uno in arrivo. Una situazione complicata”.

La decisione è del giudice, ma la cronista lascia intendere che qualcun altro ne trarrà profitto. “Le rette dei bambini ospitati – conclude la Di Gati – vengono pagate dai Comuni e quindi i responsabili di queste strutture incassano soldi pubblici”. (s.cas.)