L’AQUILA – Dopo gli attacchi di Massimo Cialente arrivano le repliche piccate.
Non è passato infatti inosservato il duro attacco che il primo cittadino dimissionario ha lanciato ieri in un’intervista fiume ad AbruzzoWeb, parlando di ricostruzione e di politica in generale.
Tra gli interlocutori bersagliati dal sindaco, il sottosegretario Carlo Giovanardi, “sui fondi per il sociale mi deve chiedere scusa” e l’assessore provinciale Luigi D’Eramo, “un giovanetto ex assessore alla metropolitana”.
Oggi le risposte, con i due che le hanno cantate per le rime al primo cittadino. “Solo un progetto era fattibile”, ha tuonato Giovanardi, mentre D’Eramo ha affermato di non volere lezioni “da un artefice di scempi amministrativi”.
In seguito alla nota di Giovanardi, Cialente ha di nuovo replicato. “L’impressione – ha detto il primo cittadino – continua ad essere quella che vi sia qualcosa di poco chiaro” e ha ricordato che “anche la Procura si era interessata alla vicenda”.
In merito alle dichiarazioni di Cialente, in particolare sullo spettro di un’azione di grandi lobby per tornare ad azionare le leve della ricostruzione, è intervenuto anche Carlo Costantini, capogruppo IdV alla Regione Abruzzo che ha invitato il sindaco a dire tutto, “diversamente la sua denuncia suonerebbe solo come un avvertimento agli addetti ai lavori”.
GIOVANARDI: ”FONDI SOCIALE, SOLO UN PROGETTO ERA FATTIBILE”
L’AQUILA – La quota del Fondo per le politiche della famiglia destinata alla ricostruzione post-terremoto fu subito messa a disposizione del Comune dell’Aquila, ma a esclusione di un progetto per la ristrutturazione dell’edificio ex Onpi “nessun altro progetto nel frattempo presentato ha le medesime caratteristiche di fattibilità”.
Il sottosegretario alle Politiche per la famiglia, Carlo Giovanardi, risponde alle affermazioni del sindaco dimissionario dell’Aquila Massimo Cialente, che ha lamentato ieri il mancato utilizzo di quei fondi per la ricostruzione post-terremoto e ha lanciato sospetti sul nuovo bando recentemente emanato dal Commissario straordinario, Gianni Chiodi.
“Si tratta – spiega Giovanardi in una nota – dei 12 milioni che il decreto legge n. 39 del 2009 aveva destinato a servizi per l’infanzia, per gli anziani e per nuclei monogenitoriali”.
“Soltanto nell’ottobre 2010 – prosegue la nota – dopo molte sollecitazioni e visite in loco di Giovanardi stesso, è stata possibile la sottoscrizione di un atto d’intesa, con il Comune e con il Commissario straordinario, che ha destinato 3,1 milioni alla ristrutturazione dell’edificio ex Onpi, all’Aquila, per l’ampliamento di una residenza per anziani, l’attivazione di spazi comuni e di una sezione destinata a malati di Alzheimer. Nessun altro progetto nel frattempo presentato ha le medesime caratteristiche di fattibilità: neanche il piano sociale che il Comune dell’Aquila ha presentato soltanto all’inizio del 2011, che si limita a formulare una lista di interventi, di iniziativa pubblica e privata, non tutti coerenti con le finalità previste dalla norma in questione, e privi, allo stato, di indicazioni su numero e qualità dei beneficiari, caratteristiche e tempi di realizzazione”.
“Il Commissario straordinario delegato per la ricostruzione, il presidente della Regione Chiodi – continua – ha pertanto emanato un bando, di intesa con il sottosegretario Giovanardi, per sollecitare ulteriormente i comuni dell’area colpita dal terremoto a presentare progetti. Il bando risponde anche a preoccupazioni locali sulle modalità di scelta dei progetti da finanziare: in tal senso il bando assicura pubblicità e trasparenza al procedimento, contrariamente a quanto ipotizzato dal sindaco Cialente. Sono definiti termini per la presentazione dei progetti e criteri per la loro valutazione, che sarà affidata a una commissione composta da rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Commissario delegato”.
“A tale valutazione e al finanziamento – conclude Giovanardi – ben potranno concorrere progetti presentati dal comune dell’Aquila, che dimostrino di avere le caratteristiche di utilità e fattibilità che sono state riconosciute al progetto per la ristrutturazione della residenza per anziani ex Onpi”.
Ieri Cialente aveva detto: “sono stato accusato di non spendere i fondi per il sociale inviati da Giovanardi ed ora scopro che ce li aveva il commissario Chiodi che ha anche fatto uscire un bando strano che prevede progetti esecutivi. A me dà l’idea che abbiano nomi e cognomi dei progetti”.
D’ERAMO: ”CIALENTE SI SCIACQUI LA BOCCA”
L’AQUILA – Non si è fatta attendere la risposta del leader regionale della Destra, Luigi D’Eramo, dopo che ieri il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, su AbruzzoWeb lo ha definito, “un giovanetto che era assessore alla metropolitana”.
“Quando Cialente parla della Destra e dei suoi esponenti – si legge in una nota di D’Eramo – si deve lavare la bocca e non deve far finta di dimenticare che la realizzazione della metropolitana fu votata dal Consiglio comunale, con la simpatia della sua coalizione, quando io rivestivo l’incarico di assessore allo sport al Comune dell’Aquila”.
“Non prendo lezioni di politica e di amministrazione pubblica dal sindaco Cialente che si è posto a capo di un gruppo che ha prodotto degli scempi amministrativi dal sapore illegale come: l’appalto dei Mar (moduli abitativi rimovibili) la cui delibera di giunta è stata revocata per evitare l’azione della magistratura; l’appalto delle macerie, dove anche in questo caso la delibera di giunta è stata revocata per evitare l’azione della Procura; le discutibili assunzioni, dal sapore delle lottizzazioni partitiche, al Comune dell’Aquila per la gestione dell’emergenza terremoto; la gestione e quindi l’affidamento di lavori di puntellamento degli edifici pericolanti fatti a ‘chiamata diretta’ senza alcuna gara; finendo con il rilascio di autorizzazioni a costruire immobili commerciali oggi attenzionate dagli Organi inquirenti e per le quali alcuni suoi assessori sono indagati”.
“Questo – conclude D’Eramo – è il prodotto del modello Cialente e dei suoi ‘infedeli’ alleati. Il sindaco utilizza la città e il terremoto per pianificare e garantire la sua carriera politica. Solo questo è il motivo delle finte dimissioni manifestate attraverso la nota pagliacciata Cialentiana a cui saremo costretti ad assistere fino al 28 marzo”.
COSTANTINI (IDV): “ORA CIALENTE DICA TUTTO SULLE LOBBY”
L’AQUILA – “Il buon Cialente, al quale in questo momento non posso che rivolgere l’invito ad andare avanti, pur se in un rinnovato e più incisivo rapporto con i partiti che lo sostengono, ha denunciato esplicitamente il tentativo da parte di qualcuno di ‘far tornare all’Aquila le grandi lobby’. Dichiarando che qualcuno vorrebbe farle tornare, ha però riconosciuto anche, e forse è la prima volta, che all’Aquila hanno già imperversato nel recente passato”.
Lo afferma Carlo Costantini, capogruppo IdV alla Regione Abruzzo, su quanto dichiarato da Massimo Cialente in relazione alla ricostruzione dell’Aquila.
“Ma allora dica tutto, senza mezze misure; in questo modo – aggiunge il capogruppo IdV – conquisterebbe la stima anche di chi lo ha visto nei primi mesi ‘troppo arrendevole’. Inizi con il rivelare chi è quel ‘qualcuno’ di cui parla e poi dica anche come sono state inserite le grandi lobby e quali appalti e/o progetti hanno avuto la possibilità di gestire”.
“Diversamente – conclude Costantini – la sua denuncia suonerebbe solo come un avvertimento agli addetti ai lavori e non ai suoi interlocutori naturali, i cittadini aquilani”.
CIALENTE REPLICA ANCORA: ”VICENDA POCO CHIARA”
L’AQUILA – “La domanda è una sola: perché il bando è stato emanato solo ora?”, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente risponde al sottosegretario Carlo Giovanardi sui fondi per le politiche della famiglia.
“Il sottosegretario – ha dichiarato Cialente – aveva in un primo tempo dichiarato che non poteva erogare i fondi perché non aveva i progetti da parte del Comune. Lo abbiamo letteralmente inondato di richieste attraverso la presentazione di progetti strutturati e circostanziati, alcuni addirittura esecutivi, nonostante tale precisione non fosse stata richiesta. Avevamo anzi proposto un incontro allo stesso Giovanardi e al commissario Chiodi per un chiarimento reciproco che consentisse di andare avanti serenamente su una materia che per noi è vitale. Adesso viene fuori il bando con cui si stabiliscono, sono parole di Giovanardi, ‘termini e criteri’. Cosa dobbiamo dedurne? Che finora termini e criteri non c’erano? E se non li sapevano loro come potevamo conoscerli noi?”.
“L’impressione – ha proseguito Cialente – continua ad essere quella che vi sia qualcosa di poco chiaro anche rispetto a questioni sociali sulla ricostruzione dell’Aquila. Ricordo che la Procura si era interessata alla vicenda, come noto, in riferimento al progetto della Fondazione Abruzzo Solidarietà e Sviluppo onlus (a proposito, era stato dichiarato conforme dal sottosegretario, quindi questi criteri di conformità c’erano o non c’erano?). Chiediamo pertanto a Chiodi di revocare il bando aprendo un vero confronto. L’assessore alle Politiche sociali Stefania Pezzopane si è già attivata in queste ore per sentire sindaci e associazioni, che sono tutte sorprese e sconcertate”.
“Parlando della necessità di assicurare pubblicità e trasparenza alle procedure – ha aggiunto Cialente – Giovanardi e Chiodi ammettono implicitamente che prima non c’era né l’una né l’altra cosa. Tuttavia se ora c’è pubblicità manca ancora la trasparenza, dal momento che non sono chiari i criteri dei punteggi”.
“Faccio notare piuttosto – ha detto ancora Cialente – che nel bando viene esclusa una tipologia di intervento, corrispondente alla lettera D, che prima era presente. Si tratta di una voce all’interno della quale il Comune aveva proposto iniziative per i giovani, la realizzazione di centri polifunzionali per i quartieri del progetto Case e l’attuazione del progetto legato alla fondazione Dopo di noi in favore dei disabili. Tutte progettualità che non potranno più essere attivate, costringendo il Comune a proporre realizzazioni di altra natura che non costituiscono una priorità. Tra i criteri, infine, non è contemplata alcuna priorità o differenziazione per il Comune dell’Aquila, con i suoi oltre 70 mila abitanti e i suoi problemi, anzi direi drammi sociali”.
“Quanto all’ex Onpi, faccio notare – ha concluso Cialente – che il protocollo d’intesa, proposto dallo stesso Comune per accelerare le procedure e inviato a Chiodi il 15 ottobre, è stato rinviato sottoscritto solo a metà gennaio, dopo essere rimasto, inspiegabilmente, per ben tre mesi nel cassetto del commissario”.
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