L’AQUILA – “Si è consumata oggi una delle più vergognose ‘sveltine’ solite di furbi che neanche dinanzi al dramma del sociale, con tutte le ripercussioni sulla tenuta sociale della nostra regione, si arrende e si lancia in operazioni penose che puzzano di ‘vecchio’ e non annunciano nulla di nuovo”.

Ad affermarlo è il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Camillo D’Alessandro.

“Avevamo apposto la nostra firma – prosegue – su una risoluzione che prevedeva l’obbligo di destinare tutti i proventi dell’eventuale alienazione dell’ex Cofa al capitolo sul fondo sociale. Assolutamente incapace, quest’ultimo, di garantire il sostegno ai Comuni e alle famiglie in difficoltà e che prevede, rispetto all’esercizio economico precedente, un taglio che va dal 35 al 40 per cento”.

“D’improvviso – spiega D’Alessandro – è comparso in aula un emendamento, sottoscritto dai soli consiglieri pescaresi del Pdl (Riccardo Chiavaroli, Federica Chiavaroli, Carlo Masci, Alessandra Petri, Nicoletta Verì, Alfredo Castiglione e dal presidente Nazario Pagano) nel quale si prevede che non tutto il ricavato andrà destinato al sociale, ma una parte, non meglio specificata ad interventi di ‘sviluppo infrastrutturale del territorio’. Non si evince dal documento, né di quale territorio né di che tipo di interventi si parli”.

“Sembra quasi che i consiglieri del Pdl pescarese abbiano teorizzato questo concetto: votiamo a favore del sociale a condizione che un gruzzoletto di un immobile sito in Pescara, resti a Pescara. Ai suddetti – aggiunge D’Alessandro – sfugge che l’ex Cofa, come gli altri immobili di proprietà della Regione, non siano di proprietà del territorio in cui sono ubicati, ma dell’intera comunità regionale”.

“Ma a parte questa opera di piccolo campanile, il presidente Chiodi si è prestato a una trattativa spartitoria – attacca l’esponente del Pd – mettendo in mezzo le esigenze del cittadino, strumentalizzando il bisogno del sociale per elargire qualche prebenda ai suoi consiglieri Pdl pescaresi, insolitamente uniti nel trattare a quel mercato delle vacche a cui hanno ridotto il Consiglio regionale”.

“Invece di scippare fondi al sociale, i succitati consiglieri, mettessero in campo idee e progetti, iniziassero a risolvere qualche problema, ad esempio il dragaggio del porto di Pescara. Capisco – conclude D’Alessandro – che Sospiri tenti di recuperare all’immobilismo del sindaco Mascia, ma non può farlo sulla pelle degli abruzzesi, in particolare su quella delle categorie più deboli”.