L’AQUILA – “Se oggi dovessi dare una indicazione, a valle di questi quasi tre anni e mezzo di gestione dell’ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere, direi di cominciare a pensare alla scelta del più adatto modello di Governance da adottare al termine del periodo emergenziale”.
Così il responsabile dell’Usrc, Paolo Esposito, parlando delle modalità di creazione di una governance della ricostruzione nelle regioni del Centro Italia colpite dal sisma dell’altra notte.
“A tale proposito, bisogna tenere conto che i processi futuri possono trovare radici di innesto con le singole amministrazioni interessate sin da oggi, e che occorrerà tenere conto della complessità, in tema di coerente ed allineato utilizzo di fondi pubblici, su un territorio vasto che coinvolge molteplici Comuni su più dimensioni regionali”, prosegue il manager pubblico di origini abruzzesi, il quale sul lavoro del suo ufficio sottolinea che “partendo dal solo dettato normativo, e in assenza del personale dedicato e di definiti processi di lavoro, è stata fondamentale a fine 2012 e inizio 2013 l’attività di programmazione con le amministrazioni coinvolte e di definizione dell’assetto organizzativo da dare alla nascente macchina”.
“La difficoltà maggiore è stata lavorare su questi versanti mentre – prosegue – di fatto il processo di ricostruzione era parzialmente fermo, e di qui la necessità di accorciare al massimo di tempi di start-up del nuovo modello organizzativo”.
“Con l’ingresso del personale, in parte formato e in parte da formare, fondamentale è stata la parallela partenza di attività istruttorie, presso l’Usrc e presso gli uffici territoriali Utr, e di attività di formazione sui processi”, evidenzia poi.
“Forte attenzione al costante e partecipato dialogo, per il tramite del tavolo di coordinamento dei sindaci, con le amministrazioni locali, pieno mandato da parte del gverno e sinergie con gli uffici dell’amministrazione centrale dello Stato e costante orientamento agli obbiettivi da parte dei Team di lavoro – conclude Esposito – hanno consentito partenza della complessa macchina organizzativa e crescenti quanto monitorati risultati nel tempo”.
Intanto, i due uffici speciali per la ricostruzione, dell’Aquila (Usra) e dei comuni del cratere (Usrc), quest’ultimo guidato da Raniero Fabrizi, saranno coinvolti nella fase emergenziale del sisma che l’altra notte ha sconvolto l’Italia centrale: nelle prossime settimane daranno una mano alla verifica dei danni e delle agibilità.
Palazzo Chigi, attraverso la struttura di missione presso la presidenza del Consiglio dei ministri ha infatti risposto positivamente alla disponibilità espressa dai due uffici rispetto al personale già formato da mettere in campo per tutte le azioni nella vasta area del sisma che ha raso al suolo parecchi centri.
Sarà, in particolare, un tavolo intorno al quale si siederanno i responsabili dei due uffici, la Regione Abruzzo e la Protezione civile a formulare una proposta operativa condivisa, come chiesto dal responsabile della struttura di missione, Giampiero Marchesi.
Quest’ultimo ha chiesto che dopo la condivisione sia la Protezione civile a fare in tempi stretti la proposta.
“Questa soluzione adottata dal governo è il riconoscimento che il metodo attuato finora è efficace e noi siamo contenti di aiutare popolazioni in ginocchio per una tragedia immane”, spiegano fonti interne ai due uffici.
Sono 2.156 i moduli abitativi provvisori (Map) censiti in Abruzzo, di questi oltre 140 sono già disponibili per un eventuale ospitalità delle popolazioni del centro Italia colpite dal tragico terremoto dell’altra notte.
È questo il risultato del lavoro svolto dalla task force creata nelle ultime ore dall’ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc).
Il censimento è stato effettuato in collaborazione con i sindaci proprietari degli immobili provvisori.
I 140 map sono di varia metratura: in questa prima fase sono stati individuati moduli nell’alta valle dell’Aterno, zona più vicina ad Amatrice (Rieti), il centro più colpito, e del teramano, anche questa zona vicina alle località marchigiane messe in ginocchio dal sisma.
Saranno ora le istituzioni a dover decidere nell’ambito di un piano complessivo se ospitare gli sfollati del terremoto del centro Italia.
A tale proposito, è pronto un piano per effettuare rapidamente riparazioni al fine di mettere a disposizione altri alloggi.



