L’AQUILA – “Quella sulla restituzione delle tasse post-terremoto è una procedura complessa, ci stiamo lavorando, come sempre con l’Europa ci vuole del tempo”.

Lo ha detto Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle Entrate, oggi all’Aquila per la tavola rotonda “Noi contro la corruzione”,  organizzato proprio dall’Agenzia delle Entrate, all’interno della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti.

Un’ammissione, da parte della Orlandi, sulla effettiva difficoltà per L’Aquila terremotata di poter contare senza se e senza ma sull’Unione Europea che può decidere in tema di mancata restituzione delle tasse post-sisma, argomento che nel capoluogo abruzzese non smette di far discutere imprenditori ed esponenti delle istituzioni.

L’evento è stato moderato da Maria Silvia Sacchi, giornalista del Corriere della Sera.

Alla tavola rotonda hanno preso parte, tra gli altri, il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, il presidente dell’associazione Libera, don Luigi Ciotti, il procuratore Aggiunto della Repubblica, Francesco Greco.

DON CIOTTI, “A L’AQUILA LA MAFIA C’ERA BEN PRIMA DEL TERREMOTO”

“Qui la presenza mafiosa c’era ben prima del terremoto e oggi, guarda caso, nell’inchiesta su Mafia Capitale compaiono personaggi che operano in questo territorio”, le parole di Luigi Ciotti, presidente dell’associazione Libera e fondatore del Gruppo Abele. 

Per don Ciotti ci si può difendere “facendo le cose giuste, facendole seriamente, con grande trasparenza e chiarezza, non dimenticando che corruzione e mafia sono due facce della stessa medaglia”. 

“Una riflessione che fa emergere le cose positive che vengono fatte ma anche la responsabilità di continuare a cercare le cose che non vanno”, ha concluso.
“Metterci la faccia, non delegare l’azione di contrasto alla corruzione esclusivamente a strutture di controllo”. 

Federico Monaco, direttore Regionale dell’Abruzzo, ha aperto così il convegno.

L’intervento di Francesco Greco si è invece concentrato sulla criminalità economica e sul ruolo dell’Agenzia delle Entrate al contrasto alla corruzione. 
Raffaele Cantone, attraverso un videomessaggio, ha detto che per combattere la corruzione è fondamentale spezzare il meccanismo di omertà che la alimenta. E ha caldeggiato il sostegno, all’interno delle amministrazioni, del cosiddetto whistleblower, cioè colui che può denunciare gli illeciti avendo garantito l’anonimato. 

“Non si tratta di una delazione – ha aggiunto Cantone – ma di un’assunzione di responsabilità”.

“L’Agenzia è un corpo sano, che ha imparato a sviluppare dei forti anticorpi” per contrastare ogni situazione di ambiguità, ha poi detto Rossella Orlandi, che ha ribadito l’impegno dell’Agenzia non solo nel punire i comportamenti scorretti, ma soprattutto nel prevenirli, con due direttrici d’azione che si muovono entrambe sul binario del cambiamento, organizzativo e culturale. 

L’amministrazione finanziaria si è dotata, infatti, di un piano triennale che sistematizza le misure di prevenzione del fenomeno corruttivo e, attraverso iniziative di formazione e comunicazione, sensibilizza continuamente il personale sui principi dell’etica e della trasparenza. 
Questo per evitare che “poche mele marce danneggino decine di migliaia di persone oneste che lavorano ogni giorno in Agenzia delle Entrate con responsabilità e senso di appartenenza”.

“Dobbiamo essere noi per primi a tenere pulita la nostra casa – ha dichiarato quindi la Orlandi – intercettando e punendo i comportamenti scorretti che rischiano di diventare una zavorra” per i funzionari leali e appassionati al loro lavoro.