L’AQUILA – “La zona franca non sarà come ve l’aspettate”.
Gela i già freddissimi entusiasmi degli aquilani David Sassoli, ex giornalista e ora europarlamentare del Partito democratico, giunto in città per partecipare alla manifestazione sull’installazione della “pietra d’inciampo” in memoria dell’ebreo Giulio Della Pergola, morto durante il deportamento ad Auschwitz.
“Il 23 gennaio ci sarà il pronunciamento della Commissione europea e sapremo se i 90 milioni promessi saranno realmente stanziati – ha aggiunto Sassoli – Ma non pensiamo che sarà una reale ‘zona franca’ come comunemente viene intesa”.
A fronte dei soldi che non arrivano, però, ci sono “2 miliardi per la ricostruzione che da due anni sono fermi per colpa del blocco dei lavori della ricostruzione”, come ha denunciato il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, nel corso della stessa iniziativa, attaccando il commissario, Gianni Chiodi.
Il primo cittadino ha polemizzato indirettamente anche con il governo di Mario Monti “che non rimuove la gestione commissariale” e ribadisce che è pronto “a dare battaglia se non ci saranno certezze sulle risorse per la gestione dell’emergenza e l’assistenza alla popolazione”.
“Se venissero confermati i tagli annunciati in manovra – ha spiegato Cialente – si arriverebbe al blocco totale della città”.
SASSOLI, ”NON SARÀ UNA ZONA FRANCA COME CE L’ASPETTIAMO”
“Per il 23 gennaio sono attese novità riguardo la zona franca e speriamo che l’Unione europea abbia un occhio di riguardo nei confronti della città”.
È questa la notizia data questa mattina da David Sassoli, ex giornalista e oggi europarlamentare tra le file del Partito democratico arrivato direttamente da Bruxelles per presiedere l’installazione della Stolpersteine (pietre d’inciampo) in memoria dell’ebreo Giulio Della Pergola.
“Il 23 – spiega – ci sarà un pronunciamento da parte della commissione sull’iter che è stato avviato. Sono attese buone notizie, anche se la zona franca è un atto amministrativo, non è quello che si pensava da parte di alcuni amministratori aquilani e della regione Abruzzo con una costituzione di una Zfu comunemente pensata”.
“Però – conclude l’europarlamentare – è una possibilità per un incentivo e quindi di risorse che in qualche modo possono essere utili alla città”.
CIALENTE: “È IL GOVERNO CHE STA MANTENENDO LA PERSISTENZA DELL’EMERGENZA”
“Sono arrabbiato perché ci sono 2 miliardi pronti per ricostruire, la periferia è ferma e il centro storico bloccato”.
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dichiara tutto il suo malessere contro i tagli previsti dal governo del premier Mario Monti, e accusa di contribuire all’impasse sulla ricostruzione.
“Quella che stiamo vivendo è una situazione allucinante, è chiaro che io mi batterò contro qualunque taglio voglia fare il governo sulle spese per l’emergenza – continua – perché a questo punto è il governo che non richiamando all’ordine la struttura commissariale, sta provocando la persistenza dell’emergenza”.
“Già abbiamo perso tre anni, in cui avremmo potuto riportare in casa migliaia di aquilani”, ha aggiunto.
Riguardo la zona franca urbana, per la quale si attende il responso il 23 gennaio, Cialente afferma che “sto cercando di avere la sicurezza che i 90 milioni di euro che ho concordato in un emendamento con il governo, venga inserito nella manovra del ‘mille proroghe’, affinché i 90 milioni possano essere spesi anche per tutte le altre misure permesse dagli aiuti di stato senza passare per l’Unione europea”.
“Vale a dire – conclude – il ‘de minimis’, ma soprattutto le altre 26 tipologie di aiuti fondamentali per i giovani industriali”.
INSTALLATA LA PIETRA D’INCIAMPO IN MEMORIA DI GIULIO DELLA PERGOLA
“Questa pietra d’inciampo deve essere un ‘inciampo’ per tutti i ragazzi aquilani e non, come monito per quello che è accaduto durante la Shoah, affinché non si ripeta mai più una simile nefandezza”.
Esordisce così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, durante la manifestazione per la deposizione della “pietra d’inciampo” dedicata a Giulio Della Pergola, ebreo deportato dall’Aquila, unico deceduto aquilano nei campi di sterminio nazisti.
L’evento si è svolto stamattina in piazza Duomo ed è stato voluto e organizzato dal museo storico della Liberazione, la federazione delle Amicizie ebraico-cristiane d’Italia; l’Associazione nazionale ex deportati; l’Associazione nazionale ex internati e la fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea, con il patrocinio dell’Unione delle comunità ebraiche italiane e della Comunità ebraica di Roma.
Della Pergola, medaglia d’oro nella prima guerra mondiale per la quale era partito volontario, viveva e lavorava a L’Aquila dove aveva sposato Clelia, figlia di un venditore di stoffe, il cui negozio era in Piazza Duomo, dove attualmente si trova l’istituto bancario Unicredit, davanti al quale è stata, appunto, posizionata la pietra d’inciampo.
“Giulio Della Pergola era un uomo come noi – afferma il sindaco – che aveva una bottega dietro piazza Duomo, e sarebbe potuto essere nostro padre o nostro nonno. Questa pietra ora sarà ricoperta dalle impalcature per la ricostruzione e diventerà un elemento imprescindibile della nostra città”.
A sistemare la pietra è stato proprio l’ideatore del progetto “Memorie d’inciampo”, Gunter Demning, artista tedesco che, nascosto sotto un cappello da cowboy ha apposto la pietra incisa e l’ha spatolata con il cemento.
In merito all’iniziativa anche l’assessore alle Politiche sociali Stefania Pezzopane dichiara che “l’itinerario della pietra d’inciampo si conclude proprio qui, è una pietra che è un vero inciampo, un inciampo morale, un colpo al cuore, il ricordo dell’olocausto. Questo è un percorso iniziato in tutta Europa che è continuato a Roma con l’installazione di 72 pietre della memoria e si conclude all’Aquila”.
“Per noi aquilani, in particolare – prosegue l’assessore – la storia è molto importante, perché proprio dalla storia si ricostruisce il futuro e questo vale doppio perché anche noi dobbiamo ricostruire la nostra identità. Deve essere una nuova storia che non può essere sradicata dalle profonde radici della tradizione”.
L’evento è stato concluso con la lettura di una lettera scritta da Corrado Vivanti, nipote di Della Pergola, e letta dal pronipote Alessandro Vivanti.



