L’AQUILA – “La partita la sta giocando il governo con noi,al fianco del cratere sismico, per la prima volta. Fino ad oggi, abbiamo subito governi nemici. Al tavolo cui siederemo con la nuova Commissione Europea, questa volta ci arriviamo compatti e uniti”.
È sicuro Giovanni Lolli, vice presidente della Giunta regionale d’Abruzzo, sulla vittoria della battaglia per evitare che 115 imprese colpite dal sisma del 6 aprile 2009 restituiscano per intero gli importi delle tasse sospese proprio in seguito al terremoto grazie a una legge dello Stato, la finanziaria 2012, che, via emendamento dell’allora sottosegretario Gianni Letta, aveva fissato la restituzione al 40% in dieci anni.
Le parole di Lolli arrivano dopo quelle di Rossella Orlandi, direttrice dell’Agenzia delle Entrate, che ieri all’Aquila a margine di un convegno parlando ai microfoni di questo giornale ha lasciato chiaramente intendere che su questo terreno la trattativa con l’Europa sarà lunga e complicata.
Lolli, però, mostra più ottimismo, dopo la relazione di 35 pagine spedita a Bruxelles dalla Regione Abruzzo, attraverso cui far capire ai tecnocrati della Commissione Europea del perché non si devono chiedere indietro, per intero, gli importi delle tasse sospese dopo il sisma.
“Noi – spiega ad AbruzzoWeb – con il governo di Matteo Renzi abbiamo condiviso un documento, certo un’operazione lunga e faticosa, diventato una lettera con cui quale abbiamo detto parecchie cose all’Europa. Abbiamo chiesto che si calcoli il danno di sistema, perché in casi del genere le imprese subiscono danni gravissimi in un territorio che di colpo si impoverisce”.
“Siamo ottimisti, consapevoli che la nostra è una battaglia giusta”, conclude. Roberto Santilli





