L’AQUILA – “A voi aquilani vi ha salvato la tempra”.
Aldo Cazzullo, giornalista di punta del Corriere della Sera, è a passeggio per il centro dell’Aquila e continua a guardarsi intorno alla ricerca della “bellezza straordinaria” che lo aveva colpito quando era giunto nel capoluogo per seguire la visita dell’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Era il 1999 e Cazzullo racconta di come rimase “incantato dall’Aquila”, una sensazione quasi da togliere il fiato, “la stessa provata subito dopo il terremoto”, tra le macerie dell’imponente patrimonio artistico, architettonico e culturale della città, in occasione della Perdonanza che doveva salutare la presenza dell’allora premier Silvio Berlusconi, l’artefice della “grande operazione mediatica sul sisma”, che però non si fece vedere e mandò al suo posto il braccio destro Gianni Letta.
“Mi colpì il fatto che da molte parti si leggeva che era tutto risolto – spiega Cazzullo ad AbruzzoWeb – mentre non era così: in centro non si muoveva nulla, stessa situazione quando sono tornato dopo qualche mese”.
E ora?
Adesso vedo segni di miglioramento, la città mi sembra più viva, ci sono cantieri in corso, locali aperti.
Come mai da queste parti?
Volevo incontrare la “L’Aquila che resiste”, quella che non si è arresa e disegnare uno spaccato di città attraverso alcuni suoi protagonisti: gli imprenditori che si sono rimessi in gioco, soprattutto, ma anche alcuni artisti, gli operatori culturali, il vescovo ausiliare monsignor Giovanni D’Ercole, il sindaco, Massimo Cialente. Ho incontrato Fabio Climastone nella pizzeria Oro rosso alla Fontana luminosa, Davide Stratta del bar di via Garibaldi, i promotori della Banca dell’Aquila, quelli di Scherza con il cuoco, la voce degli Animammersa, Antonella Cocciante, l’attore di teatro di strada Giulio Votta, il dirigente del Teatro stabile d’Abruzzo Giorgio Iraggi, il presidente dei Solisti aquilani, Walter Capezzali.
Poca politica, insomma…
Sì. Per il mio reportage (scritto e video), che lunedì sarà in edicola con il Corriere della Sera e sul sito web, avevo intenzione di esplorare altri settori.
Cialente, però, le avrà parlato delle frizioni con la governance della ricostruzione.
La polemica tra il primo cittadino e il commissario, Gianni Chiodi, non mi interessa. Anche se mi sembra che, con l’approvazione del Piano di ricostruzione, la diatriba si sia un po’ allentata. Comunque, credo che la soluzione naturale ai problemi ci sarà quando le responsabilità verranno rimesse pienamente in capo ai Comuni, com’è giusto che sia.
Adesso c’è un “inviato speciale” da Roma che avrà il compito di dare un impulso alla ricostruzione.
Con l’indicazione del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca quale responsabile del destino dell’Aquila e del “cratere” il governo attuale ha fatto un po’ di chiarezza, quello precedente si era arenato dietro gli scontri tra Gianni Letta, che difendeva con passione la vostra causa, e l’ex titolare del dicastero dell’Economia Giulio Tremonti che, al contrario, tirava il freno.
La veloce conversazione si chiude con un caffè al torrone al bar Nurzia, che Cazzullo gusta con particolare trasporto, e un’intervista alla titolare Natalia Nurzia. Il tempo di prendere caschi e pass per sé e per la pattuglia di giovani giornalisti e operatori che lo accompagnano in questa due giorni aquilana e si riparte alla volta della basilica di Collemaggio: “che meraviglia questa chiesa…”.



