PENNA SANT’ANDREA – A distanza di poco più di due anni da terremoto del 6 aprile 2009 che la danneggiò pesantemente, domenica prossima riapre finalmente al culto la Chiesa di Santa Maria del Soccorso a Penna Sant’Andrea (Teramo), dopo l’accurato restauro disposto dall’Ufficio del Vice Commissario Delegato per il Patrimonio Culturale, Luciano Marchetti.

Oltre ai suddetti lavori finanziati dalla Protezione Civile ed eseguiti dall’Impresa Fracassa Rinaldo, sono stati eseguiti altri importanti interventi di miglioramento finanziati in parte dalla Fondazione Tercas, in parte dal Comune ed in parte dai cittadini di Penna Sant’Andrea, quali l’impianto di climatizzazione, l’abbattimento delle barriere architettoniche e la posa in opera di un nuovo maestoso organo che –dopo mezzo secolo- sostituisce quello purtroppo distrutto dall’incendio del 1962.

Domenica 17 luglio la Chiesa “Matrice” di Penna Sant’Andrea verrà quindi riaperta al culto con una solenne celebrazione preceduta dall’Arcivescovo di Penne-Pescara monsignor Tommaso Valentinetti.

La messa sarà accompagnata dalla Schola Cantorum “G. D’Onofrio” di Atri e subito dopo si esibiranno in piazza il famoso Gruppo di danza folk “Laccio d’Amore” e la  Banda con Majorettes città di Montana (Bulgaria).

Grande la soddisfazione dell’Amministrazione Comunale per l’avvenuto ripristino dell’importante opera architettonica e per la prossima riapertura al culto anche delle antiche Chiese di S. Maria del Soccorso e di S. Giunta, finanziate in parte con fondi della Protezione Civile ed in parte  con l’8 per mille.

“Tutto sommato le attività di ricostruzione post sisma (Penna S. Andrea è un comune inserito nel cosiddetto ‘cratere’) procedono abbastanza velocemente, sia per quanto riguarda gli edifici privati che per quelli pubblici – precisa il sindaco, Antonio Fabri – e sinora siamo riusciti a provvedere ai pagamenti agli aventi diritto in tempi molto brevi”.
 
“L’unico neo è costituito dal fatto che non  sinora non è stata possibile la riapertura al transito del tratto di Statale 81 reso impraticabile da due grotte sottostanti.  Infatti, a distanza di oltre 9 mesi dall’ultima conferenza dei servizi con la quale si stabilirono gli interventi da effettuare, con il finanziamento  da tempo disponibile, l’Anas ancora riesce a procedere all’appalto dei lavori”.