L’AQUILA – Pari e patta e tutti amici come prima. Finisce con un’intesa cordiale che non scontenta nessuno la disfida dei sindaci del cratere, chiamati ieri a eleggere il rappresentante dei primi cittadini del cratere dopo due mesi di tensioni e trattative.
Alla guida viene riconfermato l’ex sindaco di Rocca di Mezzo (L’Aquila), Emilio Nusca, esponente del Partito democratico non troppo amato dai vertici aquilani dei democrat per le sue posizioni troppo vicine a Gaetano Fontana, l’odiatissimo ex direttore dell’Ufficio coordinamento ricostruzione.
Ma da oggi avrà al suo fianco un coordinatore aggiunto, Sandro Ciacchi, in quota centrodestra, come Nusca ex primo cittadino del suo Comune, Goriano Sicoli, e attuale numero due dell’amministrazione locale.
La decisione è arrivata al termine di un’assemblea vivace ma dai toni contenuti che ha tenuto inchiodati quasi tutti i 56 sindaci dei paesi del cratere per oltre tre ore nel centro polifunzionale Coop di Scoppito (L’Aquila).
La questione si trascinava da qualche settimana, con la linea dei “dialoganti”, rappresentata da Nusca e da una fetta consistente del Pd, nonché dalla pattuglia del Teramano e del Pescarese, contrapposta a quella degli “arrabbiati”, in larga parte i sindaci dei centri più colpiti dal sisma dell’Aquilano (Barisciano, Fontecchio, Ocre, Sant’Eusanio, Villa Sant’Angelo) ma anche dell’Alta Valle dell’Aterno e dell’Altipiano di Navelli.
I primi erano considerati dai secondi troppo accondiscendenti nei confronti dei governi di turno, inoltre è stata rimarcata la scarsa democrazia interna. Un’accusa in parte accolta, da oggi in poi i sindaci si riuniranno più spesso e avranno maggiore voce in capitolo sulle scelte, in parte rigettata: “è stato grazie ai buoni rapporti prima con Gianni Letta, poi con Gianni Chiodi e Fontana, ora con Fabrizio Barca se oggi i sindaci hanno un ruolo e non sono un branco sciolto”.
“Abbiamo dato un’unica voce al territorio, così come è stato disegnato un nuovo assetto di governance che ci accompagnerà per i prossimi 20 anni: è una rivoluzione di cui non si può tener conto”, ha detto Nusca dopo aver ascoltato gli interventi, soprattutto arrivati dalle voci critiche.
“Riconosciamo il lavoro fatto – è stata l’attacco – ma queste conquiste vanno riempite di contenuti, che a oggi non ci sono: è mancato il confronto, per mesi non ci siamo riuniti, la legge Barca è un risultato da minimo sindacale, la chiusura repentina dell’emergenza ci ha danneggiati e la fase di transizione è un gigantesco punto interrogativo”.
Alla fine la spaccatura si è ricomposta grazie all’accordo che vede la guida a due dell’organismo e maggiori poteri in capo alle aree omogonee in cui è diviso il cratere e, soprattutto, all’assemblea dei sindaci.
“È la soluzione migliore – hanno ammesso all’unisono i sindaci presenti – i cittadini non avrebbero capito il significato di una spaccatura in questa fase delicata, tanto più che si tratta di ruoli carichi di responsabilità e con poche gratificazioni, soprattutto in virtù del fatto che sono incarichi totalmente gratuiti”.
Un nuovo corso che sarà sugellato dalla redazione di un documento condiviso, in cui verranno fissati alcuni paletti, tra i quali i limiti dei poteri della “diarchia” Nusca-Ciacchi, e le prerogative dei sindaci, che saranno chiamati a decidere sui passaggi cruciali del post-commissariamento: i provvedimenti di chiusura dell’emergenza, le posizioni da assumere su eventuali altre iniziative legislative del governo e la nomina del titolare dell’Ufficio speciale per la ricostruzione del cratere.
Prima dell’assemblea di ieri i sindaci avevano proceduto a rinnovare anche i rappresentanti delle aree omogenee. Sette i riconfermati Marcello Chella, sindaco di Bussi (Pescara), per l’area Pescarese, Alessandro Di Giambattista, sindaco di Montorio al Vomano (Teramo), per quella Teramana, Francesco Di Paolo, sindaco di Barisciano (L’Aquila) per quella dei Comuni della zona Est dell’Aquilano, Francesca D’Andrea, sindaco di San Pio delle Camere (L’Aquila), per quella dell’Altopiano di Navelli, Luciano Mucciante, sindaco di Castel del Monte (L’Aquila), per quella della piana di Campo Imperatore, quindi Ciacchi per quella della Valle Subequana-Area Peligna e Nusca.
Antonio Di Carlantonio, sindaco di Campotosto (L’Aquila), invece, prende il posto di Angela D’Andrea, sindaco di Pizzoli (L’Aquila), che ha deciso di non ripresentarsi, per quella dell’Alta Valle dell’Aterno. (e.m.)



