L’AQUILA – Il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, ha firmato un’ordinanza sulle macerie derivanti dai crolli e dalle demolizioni conseguenza del terremoto.
Il provvedimento segue, anche numericamente, l’Opcm 4013 sulla ricostruzione siglata venerdì dal premier, e ha un costo stimato di circa 20 milioni di euro.
Di fatto si tratta di una riscrittura generale dell’ordinanza 3923 del febbraio 2011, la prima che tentò di normare in maniera organica la spinosa materia ma che non mancò di suscitare polemiche.
La nuova ordinanza ribadisce che tanto le macerie pubbliche quanto quelle private (cioè quelle generate dai lavori di ricostruzione e riparazione degli edifici) devono essere separate e avviate a recupero o smaltimento a seconda della tipologia. Tutto ciò che per motivi tecnici, economici o gestionali non sarà possibile raggruppare per categoria omogenea manterrà il codice CER 200399, in pratica quello originariamente assegnato con il decreto Abruzzo e quindi assimilabile ai rifiuti urbani, e dovrà essere trasferito nei siti di deposito temporaneo o di stoccaggio e verrà selezionato in loco.
Al momento l’unico sito operativo è quello della cava ex Teges in località Pontignone, a Paganica, frazione del capoluogo, mentre tra qualche mese dovrebbe essere ultimato l’allestimento del polo tecnologico di Barisciano (L’Aquila).
Il trasporto delle macerie è affidato ai Vigili del fuoco, alle Forze armate e all’Asm, l’azienda a totale capitale pubblico con unico socio il Comune dell’Aquila, che gestisce la Teges e che, a breve, potrebbe ampliare il suo raggio d’azione anche ad altri comuni del “cratere”.
Nel budget complessivo di 20.110.141,34 milioni di euro sono compresi i 72 mila euro di compenso del soggetto attuatore, l’ingegnere dei Vigili del fuoco Giuseppe Romano, ex comandante abruzzese del corpo, i 300 mila per il funzionamento della segreteria, composta da cinque persone, e i 6,8 milioni destinati “all’impiego annuo del personale e dei mezzi e attrezzature del dipartimento dei Vigili del fuoco nonché per l’acquisto dei mezzi”.
Al fine di accelerare il processo di ricostruzione, ai sindaci è conferito il potere di occupare temporaneamente o di espropriare i terreni necessari per la realizzazione dei siti per il conferimento delle macerie dei centri storici in deroga alla normativa vigente, sulla falsariga di quanto già avvenuto al momento dell’individuazione delle aree per l’insediamento dei complessi del progetto C.a.s.e. e dei moduli abitativi provvisori. (pi.bi.)



