L’AQUILA – L’Aula della Camera esaminerà dal 17 ottobre la proposta di legge sulla ricostruzione post-terremoto in Abruzzo.
Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha risposto, come aveva preannunciato a L’Aquila, alla richiesta della radicale Elisabetta Zamparutti ed ha sollecitato il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Alessandri, per conoscere a quale punto fosse l’iter del testo.
L’esame della proposta di legge è iniziato a marzo scorso ed é stato costituito un comitato ristretto in seno alla commissione, in attesa dell’arrivo di un’altra proposta di legge, annunciata dal Pdl, per lavorare ad un testo base.
Ricevute queste informazioni, come prevede dal regolamento, dopo due mesi dalla mancata calendarizzazione in commissione, il presidente Fini ha inserito il provvedimento all’ordine del giorno dell’aula.
LOLLI: ”DISCUSSIONE LEGGE MERITO DEL PD”
“La conferenza dei Capigruppo della Camera dei deputati ha calendarizzato, su richiesta del capogruppo del Partito democratico all’interno della quota di provvedimenti che spettano per regolamento alla minoranza, per il giorno 17 ottobre la discussione della legge sul terremoto in Aula”.
Lo afferma il deputato aquilano del Pd Giovanni Lolli, in merito alla decisione di inserire all’ordine del giorno della Camera la legge sul terremoto.
“Abbiamo aspettato quattro mesi in Commissione che il Popolo della libertà elaborasse una sua proposta. Purtroppo in tutto questo tempo – aggiunge Lolli – il relatore del Pdl non è stato messo nella condizione di ricevere un testo da parte dei partiti della maggioranza”.
“Noi confermiamo la nostra volontà di fare una legge utile per le popolazioni terremotate e di non usare questo strumento per fare della propaganda politica. A questo punto il Governo e le forze di maggioranza – dice l’esponente democrat – hanno quasi tre settimane per elaborare le loro proposte”.
“Mi auguro e lotterò fino all’ultimo perché si possa arrivare ad un testo condiviso – conclude Lolli – tuttavia non si poteva aspettare oltre per rispetto ai circa 50 mila cittadini che recandosi ai banchetti hanno firmato la legge di iniziativa popolare”.



