L’AQUILA – È stata pressoché totale la partecipazione allo sciopero indetto oggi dai 72 dipendenti degli uffici territoriali della ricostruzione (Utr) da cui dipendono le procedure legate alle pratiche post terremoto dell’Aquila 2009.

Lo fanno sapere, in una nota, la Funzione pubblica di Cgil e Uil e l’Usb pubblico impiego. Il motivo dello sciopero, si legge, è legato al fatto che “questi lavoratori, vincitori del concorso pubblico Ripam Abruzzo del 2013 per posti a tempo indeterminato, sono stati contrattualizzati con Enti Locali (Comuni) che non hanno e non avranno capacità di riassorbimento, prefigurando la condizione risolutiva del rapporto di lavoro nel 2023”.

Quindi, dipendenti pubblici di serie B. Una delegazione composta dai rappresentanti sindacali e dai lavoratori è stata ricevuta dal prefetto dell’Aquila “che si è impegnato a trasmettere il documento presentato ai preposti organi del Governo”.

Nell’incontro è stato richiesto l’interessamento del Governo per la risoluzione di una vicenda che si trascina da anni. Alla presenza del prefetto è emerso che “la situazione contrattuale, oltre a essere altamente lesiva dei diritti, ha inesorabilmente ricadute negative sui processi di ricostruzione del territorio. Inoltre è risultato evidente come la situazione dei lavoratori sia del tutto anomala rispetto alla normativa ordinariamente applicata per i contratti di lavoro della pubblica amministrazione”.

Di fatto, secondo i sindacati, “la risoluzione della questione contrattuale dei dipendenti Utr deve essere vista come un problema di pubblico interesse”, anche in considerazione che con decreto legge 16 ottobre 2017, numero 148, coordinato con la legge di conversione del 4 dicembre 2017, numero 172, art 2bis, comma 32, si è disposta la soppressione degli Utr, preludendo a un accentramento organizzativo e logistico del personale presso l’Ufficio Speciale per i Comuni del Cratere, senza però avviare le necessarie contestuali fasi di concertazione e contrattazione dei protocolli d’intesa per tutelare i diritti dei lavoratori”.

Senza una soluzione, si è appreso, la mobilitazione continuerà.