L’AQUILA – “Siamo convinti che questo governo ci ascolterà per dare risposte concrete all’Aquila terremotata, che non è come forse sembra a qualcuno, una questione risolta. Se però così non sarà, ci muoveremo per protestare come fatto in precedenza con altri governi”.
È l’ultimatum lanciato, in un clima teso, al termine del tavolo degli attori della ricostruzione alla presenza di alcuni parlamentari abruzzesi che si è svolto nel pomeriggio a Palazzo Silone all’Aquila, convocato dal presidente reggente della Regione, Giovanni Lolli, per denunciare la mancanza di un interlocutore a Roma a quattro mesi dall’insediamento del governo gialloverde.
Tra mancate conferme negli uffici speciali della ricostruzione, precari, restituzione tasse e decreto milleproroghe (per quest’ultimo c’è stata la fiducia alla Camera nei giorni scorsi da parte del governo penta-leghista), oggi politica, cittadinanza e imprenditoria si sono incontrate a Palazzo Silone, sede della Giunta regionale “per discutere di quella che rischia di essere la scomparsa dell’Aquila terremotata dai radar istituzionali”, come ha spiegato Lolli.
Dal tavolo sono emersi anche dei distinguo tra cui quello del deputato aquilano della Lega, Luigi D’Eramo: “Quando si parla di terremoto, le critiche lasciano il tempo che trovano – ha spiegato – Non è vero che non c’è attenzione da parte del governo rispetto alle vicende dei terremoti sia del 2009 che del 2016. Anzi, il governo è presente e attraverso i parlamentari eletti si tiene particolarmente informato sulle problematiche e sulle dinamiche e anche sui processi legati alla ricostruzione”.
“E lo si è visto per il problema della proroga della restituzione delle tasse – ha aggiunto D’Eramo -. In ogni caso, ci sarà l’impegno da parte mia, dell’onorevole Giuseppe Bellachioma e del senatore Alberto Bagnai per farci portatori nei confronti del governo anche delle risultanze di questa riunione”.
“Insieme al sindaco dell’Aquila stiamo mettendo a punto un dossier sulle problematiche più importanti che devono essere affrontate”, ha quindi annunciato.
Sulla vicenda delle tasse da restituire, D’Eramo ha dichiarato che “il governo si sta muovendo per chiarire e dirimere il tutto con l’Europa un’interpretazione che purtroppo vuole portare avanti in maniera restrittiva. Se dovesse essere necessario è chiaro che si lavorerà per una ulteriore proroga. D’altra parte, questo non è un governo come quelli che in passato hanno messo in ginocchio le partite Iva, o comunque le imprese che hanno investito e che continuano a dare livelli occupazionali al cratere sismico”.
Quello del rinnovo degli uffici speciali, invece, “lo considero un non problema. Tutti sanno che l’individuazione di coloro che dovranno sostituire, o che dovranno confermare gli attuali vertici è un processo di concertazione tra il cratere, nel caso specifico di Fossa, il Comune dell’Aquila, la Regione Abruzzo e il governo di Roma. Ognuno deve quindi fare la sua parte”.
“Ai precari va invece data una soluzione definitiva per dar loro una stabilità occupazionale, ma anche per stabilizzare i lavori degli uffici così da rendere migliore e più produttivo il lavoro di cui si occupano. Mi sono già incontrato già con la Cgil e con chi lavora nei Comuni del cratere. Non amo la spettacolarizzazione di certi temi, preferisco lavorare in silenzio per annunci che siano reali e concreti”, ha concluso.
Presenti all’incontro, tra gli altri, oltre a Lolli, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, la deputata aquilana del Pd Stefania Pezzopane, il consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci, il coordinatore dei sindaci del cratere, Francesco Di Paolo, i sindacalisti Cgil Umberto Trasatti e Francesco Marrelli, il delegato alla ricostruzione di Confindustria, Ezio Rainaldi.
“Dobbiamo chiedere al governo di fare in fretta – ha spiegato Lolli – a cominciare dalla governance, visto che ancora non sappiamo chi è il referente che seguirà il terremoto dell’Aquila. E vorremmo sapere il futuro di Giampiero Marchesi (che a fine mese lascia la guida della Struttura tecnica di missione presso Palazzo Chigi), il quale ha detto a me e al sindaco Biondi che non accetterà nuove proroghe, senza dimenticare gli Uffici speciali da rinnovare, stessa cosa per i dipendenti. Ad oggi è tutto fermo. Bene la proroga sulla restituzione delle tasse, sicuramente, ma a fine anno scadrà e non sappiamo cosa fare”.
“Sia chiaro, però, che qui non c’è nessuna strumentalizzazione politica, intendiamo lavorare insieme per la città e per il territorio”, ha chiarito poi Lolli che ha svelato di aver avuto un confronto con Giancarlo Giorgetti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel Governo Conte.
“Da parte sua c’è una grande disponibilità ma mi rendo conto che è un po’ ‘ingolfato’ – ha detto ancora Lolli – e capisco che ci sono altre priorità, ma al tempo stesso temo che L’Aquila venga considerata una questione risolta anche se non è così. Questo stato di incertezza, purtroppo, sta creando problemi. Si sta rallentando, addirittura, quasi fino a fermarsi, la ricostruzione privata”.



