L’AQUILA – Precari dell’emergenza e della ricostruzione: un esercito di circa 450 persone.
È questo il numero che si ottiene sommando gli assunti a tempo determinato o con contratti di collaborazione e dei lavoratori di Abruzzo Engineering (Ae) assegnati al Comune e alla Provincia dell’Aquila.
Anche per loro è scattata la “mini proroga” di tre mesi contenuta nell’ordinanza numero 3992 del presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, firmata due giorni fa.
La parte del leone la fa proprio il Comune dell’Aquila, che ha ottenuto con varie ordinanze un contingente di 230 persone: 100 unità a tempo determinato, oltre 40 co.co.co. e 85 provenienti da Ae.
A seguire i 56 Comuni del “cratere” che hanno potuto assumere due co.co.co. a testa, per un totale complessivo di 112 unità, in larga parte destinati a rinforzare gli uffici tecnici, a questi si aggiungono i 32 contratti stipulati da altrettanti Comuni afferenti ai Centri operativi misti della Protezione civile ma fuori “cratere”.
Circa 50 sono, invece, gli occupati presso la Provincia, tra cui i 17 di Ae assegnati al Genio civile.
Altri 10 co.co.co. per l’espletamento delle attività connesse all’emergenza sono stati assunti dalla Regione Abruzzo grazie all’ordinanza 3755 del 15 aprile 2009.
Alla Struttura per la gestione dell’emergenza (Sge), infine, sono stati trasferiti i 59 laureati scelti tramite selezione per titoli dalla Protezione civile ai tempi in cui l’ex capo dipartimento, Guido Bertolaso, era commissario per il post-terremoto.
A questa pattuglia va aggiunto il personale in forza alla Struttura tecnica di missione (Stm): 15 tra ingegneri, tecnici informatici, amministrativi e contabili, che però, essendo collegato alla Stm, non risente dei tagli dell’emergenza ma va sotto i costi della ricostruzione. (pi.bi.)



