L’AQUILA – Continuano ad arrivare testimonianze di abruzzesi che in Giappone hanno vissuto il dramma del terremoto di due giorni fa, magnitudo 8.9, che ha colpito il Giappone e provocato tsunami che hanno provocato migliaia di morti e ingenti danni.
Paolo Busilacchi, imprenditore aquilano, ha parlato del figlio Roberto, 23enne insegnante di italiano in una scuola a Tokyo.
“Roberto – ha dichiarato Paolo Busilacchi -si è laureato a settembre, è italiano. Ha avuto il compito di portare in salvo i bambini e farli uscire dal settimo piano di questo palazzo enorme situato al centro di Tokyo, come Piazza Salotto a Pescara per capirci. Lui per la prima volta mi ha detto di aver visto la paura nei volti dei giapponesi. Non era mai successo prima”.
Paolo Busilacchi ha parlato anche dell’enorme compostezza del popolo giapponese di fronte all’emergenza: “Non si è mai vista una popolazione evacuare in fila. In fila sulle scale per strada. L’unico momento in cui mio figlio ha avuto paura è stato quando la sua fidanzata è stata investita e nessuno si è fermato a soccorrerla. Questa cosa in Giappone non succede mai perché c’è sempre massima attenzione verso il prossimo”.
Il giovane è in contatto anche con altri aquilani ed abruzzesi in Giappone: “Si sente con Alessia, una ragazza aquilana. La madre lavora alle poste. E con altri amici e ragazzi italiani. Adesso dorme vestito, come successo qui a noi all’Aquila, zainetto pronto, acqua. Lì però sono allestite palestre, strutture per quelli che non sono riusciti ad andare a casa per il blocco dei treni. Lì però ci sono scosse di continuo”.





