L’AQUILA – “Non di solo pane” è il nome dell’indagine sugli effetti delle trasformazioni del tessuto sociale sule fasce deboli della popolaziione (infanzia, adolescenza, anziani e migranti) e sulla condizione delle donne della provincia dopo il terremoto.
L’analisi è a cura dell’associazione Attac, cofinanziata dal ministero del Welfare e delle politiche sociali, in collaborazione della Provincia dell’Aquila.
L’iniziativa è stata presentata oggi in Provincia alla presenza del presidente dell’ente Antonio Del Corvo, al capogruppo Pdl in Provincia, ArmandoFloris, all’assessore provinciale alle Politiche sociali Vincenzo Patrizi e al consigliere provinciale Pdl Guido Liris.
Marco Bersani, presidente di Attac ha affermato che ”Nella prima parte dell’indagine abbiamo fatto una ricerca dei fabbisogni pre sisma, a breve invece inizieremo a studiare le neccessità post terremto. Gli enti così potranno avere un’analisi più dettagliata sulle vicissitudini delle fasce più deboli della popolazione”.
Bersani ha proseguito affermando che ”in questo lavoro siamo supportati dal Dipartimento di Sociologia e Scienza della Politica dell’Università di Salerno. Nei prossimi giorni realizzeremo delle interviste ai rappresentanti delle istituzioni locali per avere una prima realtà sulle problematice della popolazione. Successivamente distribuiremo dei questionari rivolte alle persone che usufruiscono dell’assistenza. Tutti i dati saranno utilizzati per convegni e confronti sui fabbisogni delle fasce più deboli della popolazione”.
Infine Bersani ha ricordato che “l’indagine è iniziata con la precendente amministrazione provinciale e ringrazio la nuova amministrazione che ci ha permesso di continuare a lavorare”.
Poi è stata la volta del presidente della Provincia, Del Corvo: “Quello di buono realizzato prima di noi lo continiamo fare, mentre quello sbagliato stiamo cercando di correggere e soprattutto di portare anche delle iniziative. I risultati dell’indagine sarà utilizzato anche per il progetto riguardante i bambini colpiti dai traumi a livello psicologico a seguito del terremoto. Questa iniziativa è partita nelle tendopoli, ma abbiamo purtroppo scoperto che ancora sono numerosi i giovanissimi che soffrono ancora del danno subito”.



