L’AQUILA – “Serve la forza d’urto dei dossier, la definizione e LA quantificazione finanziaria degli interventi di messa in sicurezza sismica dei nostri territori. Mettetevi subito al lavoro, se avete problemi chiedete aiuto ai nostri tecnici”.

Questo ha detto il presidente della Regione Luciano D’Alfonso davanti alla traboccante platea della sala Piervincenzo Gioia a palazzo Silone, dove si svolto questo pomeriggio un incontro finalizzato ad una ricognizione della consistenza infrastrutturale viaria, dei bacini imbriferi, nonché dell’edilizia scolastica, religiosa, deli edifici pubblici potenzialmente a rischio in caso di terremoto.

La riunione è stata anche l’ocasione per fare il punto sui danni verificatisi in Abruzzo a seguito del sisma del 24 agosto, che è costato nei territori di Amatrice e Accumoli nel Lazio, ed Arquata del Tronto e nelle Marche, 296 morti,

Si sono registrati in particolare danni in 68 scuole, 51 tra sedi comunali e uffici pubblici, e 1.551 segnalazioni di danni su edifici privati, e decine i segnalazioni di danni ad edifici religiosi. I sopralluoghi sono però ancora in corso. Gli sfollati in Abruzzo sono invece 103.

La notizia è anche che, dopo il devastante terremoto del 24 agosto,  la sicurezza sismica è tornata ad essere una priorità ed anzi un’emergenza anche in Abruzzo, che pure è stato colpito sette anni fa da un altro devastante sisma.

Alla riunione, convocata dallo stesso D’Alfonso, hanno partecipato, oltre al vice presidente della Regione, Giovanni Lolli e al sottosegretario alla presidenza della Regione, con delega alla Protezione Civile, Mario Mazzocca, gli assessori Dino Pepe, Andrea Gerosolimo, i consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci, Maurizio Di Nicola, Lorenzo Berardinetti, la direttrice generale della Regione, Cristina Gerardis, moltissimi sindaci dei comuni abruzzesi e tutti e quattro i presidenti di provincia.

Erano presenti anche rappresentanti di Prefettura dell’Aquila, Enel, Anas, Rete Ferroviaria Italiana, Autostrade per l’Italia, Autostrada dei Parchi, Ordine degli ingegneri, ordine degli architetti, ordine dei geologi, Associazione costruttori, Ministero Berni culturali, collegio dei geometri, Ufficio scolastico regionale, Asl abruzzesi.

“Il drammatico evento del 24 agosto scorso che ha colpito in maniera così dolorosa e sconvolgente i centri del reatino e dell’ascolano – ha detto D’Alfonso – ha riportato alla nostra memoria ricordi altrettanto dolorosi, apparentemente appena sopiti, legati alle perdite di vite umane e alla distruzione dei territori a seguito del terremoto del 2009. Questa ennesima tragedia ci impone di riflettere e di assumere decisioni immediate al fine di scongiurare il ripetersi di lutti, prima di tutto, e di crolli di edifici pubblici, atteso che la classificazione sismica del territorio regionale pone la pericolosità ai massimi livelli”.

L’imperativo è dunque quello di effettuare una ricognizione precisa e puntuale delle infrastrutture e degli immobili la cui proprietà ricade in capo agli enti pubblici e privati che richiedono interventi di consolidamento statico e strutturale. E verificare anche l’esistenza di progettazioni già redatte che non hanno avuto si qui, la necessaria copertura finanziaria.

“Arriveranno le risorse anche da Casa Italia, ma servono i dossier”, ha ribadito D’Alfonso, riferendosi al piano nazionale di messa in sicurezza sismica, annunciato come imminente dal premier Matteo Renzi, che prevede un impegno di spesa intanto di due miliardi di euro l’anno, per i prossimi 10 anni.

Molti sindaci abruzzesi hanno evidenziato il problema rappresentato dalla messa in sicurezza sismica delle scuole, per mancanza di fondi. E la difficoltà ad individuare soluzioni logistiche alternative, come chiesto a gran voce dai cittadini, sempre più allarmati.

Altro obiettivo è quello di presentarsi il 20 settembre nell’incontro già fissato a Teramo con Fabrizio Curcio, capo della protezione civile, e con Vasco Errani il commissario straordinario del Governo per la ricostruzione nei territori colpiti dal terremoto del 24 agosto scorso, con una completa quantificazione dei danni registrati nei comuni abruzzesi, compresi nel nuovo cratere e anche oltre.

LA PRIMA CONTA DEI DANNI DEL SISMA DEL 24 AGOSTO

A tal proposito, nel corso della riunione, il direttore del dipartimento Lavori Pubblici e Protezione Civile, Emilio Primavera, ha reso noti i dati relativi all’emergenza sisma che riguardano la Regione Abruzzo.

Con provvedimento adottato il 30 agosto scorso, la Regione Abruzzo ha istituito Centro Operativo Regionale (Cor), quale struttura di raccordo tra la Direzione di comando e controllo (Dicomac) della Protezione Civile, Dicomac e i Centri operativi comunali (Coc).

Questo ha evidenziato Primavera , per gli aspetti relativi al censimento dei danni, le verifiche di agibilità, il soccorso e l’assistenza alla popolazione, la gestione volontariato,e il raccordo con gli enti locali.

Contestualmente, i comuni interessati dal sisma del 24 agosto, le amministrazioni provinciali dell’Aquila e di Teramo, le prefetture e tutti i Comuni delle altre province che hanno attivato il Coc a seguito del sisma, sono state invitate a segnalare eventuali danni su edifici scolastici, edifici strategici e religiosi.

Alla data del 7 settembre scorso sono pervenute 131 verifiche speditive da parte dei tecnici comunali sugli edifici scolastici e 68 segnalazioni di danni su edifici scolastici con conseguente richiesta di sopralluogo da parte del Cor alla Dicomac.

Alla data del 6 settembre scorso, sono stati effettuati dal consorzio Reluis 28 sopralluoghi su edifici per un totale di 53 corpi di fabbrica visionati di cui si è verificata l’agibilità, per conto della Dicomac, dai quali sono risultati i seguenti esiti: 39 corpi di fabbrica esiti A (agibile), 9 corpi di fabbrica esiti B (agibile con provvedimenti), 1 corpi di fabbrica esito C (parzialmente inagibile), 4 corpi di fabbrica esiti E (inagibile) corrispondenti a quattro edifici della provincia di Teramo.

Sono stati programmati dunque ulteriori 40 altri sopralluoghi dei quali ancora non si conosce l’esito, 109 verifiche speditive da parte dei tecnici comunali sugli edifici di culto, di cui 40 chiese per la provincia dell’Aquila, 4 chiese per la provincia di Pescara, 65 chiese per la provincia di Teramo.

Le relative segnalazioni sono state trasmesse alla Dicomac che attraverso il Mibac provvederà a fare i rilievi di agibilità con propri tecnici specializzati, ivi compresa l’immediata messa in sicurezza.

Sono state acquisite 51 segnalazioni di danni per edifici strategici (sedi comunali, uffici pubblici) di cui: 15 edifici per la provincia dell’Aquila, 6 edifici per la provincia di Pescara, 28 edifici per la provincia di Teramo, 2 edifici per la provincia di Chieti.

Sono state 1.551 le segnalazioni di danni su edifici privati.

Il 6 settembre scorso è stato poi attivato il software di gestione delle segnalazione dei danni presso il comune di Montereale, per il quale sono partiti i primi sopralluoghi.

Le persone evacuate sono 103 di cui 69 a Montorio al Vomano, 31 a Valle Castellana e 3 a Cermignano più tre nuclei a Rocca Santa Maria.

A seguito di richieste dei Comuni sono state montate 4 tensostrutture a Montereale e 73 tende per il ricovero della popolazione di cui: 33 per la provincia dell’Aquila (Montereale, Campotosto, Capitignano), 40 per la provincia di Teramo (Rocca Santa Maria, Valle Castellana) che potranno ospitare fino a 675 persone così ripartite: 533 per la provincia dell’Aquila (Montereale, Campotosto, Capitignano), 142 per la provincia di Teramo (Rocca Santa Maria, Valle Castellana).

La Regione Abruzzo gestisce infine due campi di accoglienza nel comune di Accumoli, centro reatino duramente colpito dal sisma: Campo Grisciano con 102 assistiti in 28 tende e 60 volontari; Campo Fonte del Campo con 31 assistiti in 6 tende e 26 volontari. Filippo Tronca