L’AQUILA – Non è solo lo zero sulla casella dei soldi per la ricostruzione privata l’unica preoccupazione per l’economia del cratere: le grandi e medie imprese sono sul piede di guerra per la mancata erogazione dei 35 milioni del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) stanziati nell’agosto 2011.
Fondi previsti in un’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri, la numero 3959, per un totale di 43,8 milioni di cui una parte, 8,8 destinati da un decreto del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, allo scorrimento di una precedente graduatoria per il ristoro dei danni subiti dal terremoto e il restante per le attività produttive che, per le loro dimensioni, non avevano potuto accedere ai contributi europei del Por-Fesr.
La prima tranche è stata anticipata dalla Regione con risorse del proprio bilancio, mentre per la seconda si aspetta che lo Stato renda disponibile la somma e nel frattempo non si può procedere alla redazione della graduatoria dei beneficiari.
Tra le aziende “congelate” big come la Thales Alenia Space, joint venture tra Thales e Finmeccanica, e quelle del polo farmaceutico che garantiscono centinaia di posti di lavoro all’Aquilano.
Dopo l’annuncio della fine dei soldi messi a disposizione da Cassa depostiti e prestiti per la ricostruzione, dunque, si registrano anche questi inspiegabili ritardi, inaccettabili per un territorio sempre più sofferente e dove non si contano più le imprese in crisi che denunciano mancanza di liquidità e lungaggini burocratiche che bloccano la ripresa.
La Regione ha sollecitato più volte la pratica al governo, ma i ministeri dello Sviluppo ecomomico e dell’Economia non danno risposte concrete e il risultato è la paralisi totale.
Eppure, alla notizia dell’avvenuto finanziamento, in molti avevano condiviso la necessità di ricorrere a procedure veloci per immettere subito nel mercato del cratere i soldi, arrivati a tre anni di distanza dal sisma.
C’erano stati incontri frenetici tra gli uffici di Chiodi e gli imprenditori per definire i contenuti del bando e accelerare la pubblicazione dell’avviso: le pratiche sono arrivate, i soldi no.
E l’economia locale continua a soffrire per motivi che, ormai, sfuggono praticamente a tutti. Alberto Orsini



