L’AQUILA – Al di là del clamore a sette anni dal 6 aprile 2009 sono state solo due le sentenze di condanna per danno all’Erario con i fondi del terremoto da parte della Corte dei Conti.

La magistratura contabile ha aperto un centinaio di fascicoli, più o meno direttamente riconducibili all’evento sismico, la maggior parte dei quali riguardanti naturalmente la provincia dell’Aquila, ma molti procedimenti sono stati archiviati e appena 7 sono i giudizi che sono stati attivati, di cui 3 già definiti con una assoluzione e due sentenze di condanna.

Tra queste ultime, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, che insieme agli assessori Alfredo Moroni, oggi cessato dall’incarico, e Fabio Pelini e alla dirigente comunale Patrizia Del Principe, il 4 giugno scorso è stato riconosciuto responsabile dei mancati sfratti dei morosi di progetto C.a.s.e. e Map, gli alloggi costruiti per ospitare gli sfollati.

L’unica altra condanna riguarda il responsabile del Settore Patrimonio e Tributi del Comune di Penne (Pescar), Arturo Brindisi, che avrebbe causato all’Ente un danno da 200 mila euro per il mancato pagamento della polizza all risk (contro ogni rischio) sugli immobili comunali (soprattutto scuole, come i due licei che sono di proprietà comunale anche se ceduti in uso gratuito alla Provincia) che subirono danni per 787 mila euro conseguenti al sisma del 6 aprile 2009. Il Comune non potè dunque riscuotere l’indennizzo.

L’assoluzione riguarda invece la vertenza aperta dalla magistratura contabile per un presunto danno erariale derivante dal coordinamento e dalla gestione dei funerali di Stato per le vittime del terremoto, che veniva imputato a Francesca De Sandro, dipendente della Protezione civile.

Cialente, Pelini e Moroni sono stati condannati al risarcimento di 30 mila euro ciascuno, la dirigente comunale Patrizia Del Principe dovrà invece risarcirne 60 mila. Si tratta di una condanna molto inferiore rispetto alla richiesta della procura contabile che, nella sua imputazione, aveva chiesto la condanna per un danno erariale per 11 milioni 871 mila euro. La contestazione del procuratore Roberto Leoni riguardava il presunto danno erariale che avrebbero prodotto gli imputati, a causa dei “mancati risparmi” nella riscossione del canone di compartecipazione (una sorta di affitto) e dei canoni per le utenze nelle aree del progetto C.a.s.e.. Sia la procura che gli avvocati dei condannati hanno fatto ricorso.

Nel luglio 2014, la notizia dell’imputazione aveva scatenato la reazione furiosa di Cialente e della sua maggioranza. In una lettera all’allora capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e al premier, Matteo Renzi, aveva scritto che avrebbe inviato al prefetto una lista di oltre 115 famiglie da sfrattare e così ha fatto, rinnovando l’invito: “Fatelo voi”.

Quattro i giudizi ancora pendenti.

L’ex rettore dell’Università dell’Aquila Ferdinando Di Orio, insieme all’allora direttore generale Filippo Del Vecchio, sono chiamati a rispondere dei maxi affitti per lo stabilimento ex Optimes dove dopo il sisma è stata ricollocata la Facoltà di Ingegneria. In particolare i giudici contabili contestano uno “squilibrio tra bene immobile e corrispettivo economico in favore della Gallucci Srl e in pregiudizio dell’Ateneo”. Per la stessa vicenda è in corso anche un processo in sede penale.

Ancora aperto anche il giudizio sulla presunta illegittima ristrutturazione con fondi del sisma dell’albergo Saint Andrew di Campotosto (L’Aquila), già in rovina alla data del 6 aprile. Il sindaco Antonio Di Carlantonio e il responsabile dell’Ufficio tecnico Massimo Marzi, devono rispondere di un danno erariale superiore a 200 mila euro. La prossima udienza è fissata per il 17 maggio prossimo. Un edificio di 6 piani, quello dell’ex hotel, che non avrebbe avuto diritto ad alcun contributo per la riparazione perché già fatiscente da un decennio e che invece ottenne 2,4 milioni di euro, per il quale è in corso anche processo penale che coinvolge altre 11 persone.

Per la presunta illecita erogazione di contributi per le spese relative alla riparazione dei danni di lieve entità delle case classificate “A”, il 12 luglio prossimo udienza per Guerino Di Stefano e Nicola Dante Trasatti, rispettivamente responsabile del Settore Lavori pubblici e dirigente del Comune di Isola del Gran Sasso d’Italia (Teramo).

Compariranno davanti ai giudici contabili il 27 settembre, invece, l’ex presidente e l’ex amministratore delegato di Confartigianato L’Aquila, rispettivamente Luigi Lombardo e Pio Fulvi, ai quali viene contestato di aver gonfiato i costi relativi alla formazione delle maestranze post-sisma.