TERAMO – Le forti scosse che la sera di mercoledì 26 ottobre scorso hanno colpito il Centro Italia, con epicentro nella provincia di Macerata, e causato un morto per infarto e diversi feriti, si sono sentite nettamente anche a Teramo, dove è scoppiato un caso di presunta mancata sicurezza durante una lezione nella facoltà di Giurisprudenza all’Università sul quale si sta informando in queste ore il rettore, Luciano D’Amico.

Tutto è partito da un post sulla pagina Facebook dell’Unite firmato da una studentessa della facoltà di Giurisprudenza, poco prima delle 21 e con riferimento alla scossa delle 19.11 di magnitudo 5.4 della Scala Richter (cui sono seguite altre due scosse di magnitudo 5.9 e 4.6: “Scossa di terremoto durante la lezione, tutti si sono precipitati verso l’uscita e il professore si è permesso di dire ‘non uscite dall’aula, dovete firmare la presenza!’. Ma dove vive questo individuo incommentabile? Sono seriamente basita”.

Il post, che ha ottenuto diversi like e commenti, è stato poi rimosso dalla studentessa, da quanto appreso, dopo che la stessa avrebbe potuto essere intervistata dal Fatto Quotidiano, ma qualcuno lo aveva già fotografato via smartphone.

Il caso ha cominciato a gonfiarsi fino a quando il giornalista Paolo Barnard, venuto a conoscenza del post della studentessa e informato su altri possibili particolari della vicenda, ha scritto un articolo sul suo sito internet e pubblicato un video sul suo canale YouTube in cui riassumeva tra l’altro quanto appreso da fonti studentesche teramane.

Era stato proprio Barnard ad avvisare Peter Gomez, direttore della testata online del Fatto Quotidiano: “La notizia giunge a me attraverso contatti di studenti di Teramo, io sono giornalista e inizio le indagini – ha spiegato Barnard –. Al contempo informo Peter Gomez, che mi risponde che la news è grave, la pubblica ma ci vogliono le testimonianze dei coinvolti. Parto coi miei contatti e…  La faccio breve: gli studenti la cui vita sarebbe stata messa a gravissimo repentaglio dal presunto prof folle se la fanno addosso e non parlano, motivo probabile il ricatto della vendetta del profin sede d’esame futuro”.

“Ma peggio – ha aggiunto il noto giornalista bolognese –. La studentessa che aveva postato la denuncia su Facebook, la cancella, fa minacciare il mio contatto a Teramo da un presunto avvocato e va in panico. Risultato: gli studenti che potevano morire a poco più di 20 anni, sempre che tutto sia come denunciato e sembra che lo sia, si piegano col deretano a pecora. Eroi civici questi. Ecco la generazione che dovrebbe salvare il mondo dalle guerre, dai crimini economici, dal Climate Change, dal femminicidio, dalla sparizione internazionale del Diritto. Fantastico”.

Il video su YouTube ha inevitabilmente scatenato molti commenti, con riferimenti al presunto professore, tra cui quelli di uno studente, molto critico con Barnard,  che ha affermato di essere presente in aula al momento della scossa e che però ha involontariamente confermato quanto scritto dalla studentessa nel post, poi cancellato, su Facebook.

“Duecento studenti in un’aula – le parole dello studente – appena terminata una scossa che non ha portato danni (nella città di Teramo), il docente cosa dovrebbe fare? Sbraitare di fuggire dall’aula? Creare il panico? Certo, noi stessi nei minuti immediatamente successivi abbiamo riso su questo episodio, rendendoci conto solo dopo qualche ora, quanto fosse da apprezzare la calma e la lucidità nell’invitare gli studenti a terminare normalmente la registrazione delle presenze, restando lui stesso in aula ed uscendo per ultimo”.

Sul ‘piatto’ del rettore di D’Amico, ci sono pure delle email inviate all’Università.

D’Amico, qualora il caso venisse confermato, dovrebbe tener conto, ovviamente, anche delle procedure in caso di allarme e verificare se siano state rispettate o meno.

“Non ero a conoscenza dell’accaduto – ha detto ad AbruzzoWeb il rettore dell’Ateneo teramano – anche perché sono ancora impegnato nell’area di ricovero notturno del Polo veterinario di Piano d’Accio”, quello aperto per l’accoglienza degli studenti che ne avessero bisogno e per i cittadini segnalati dal Centro operativo comunale fino a sabato 5 novembre.

“Se fosse confermata questa vicenda, sarebbe gravissimo”, ha aggiunto. 

L’area del Teramano è quella che in Abruzzo sta soffrendo di più le ultime scosse che da domenica hanno ricominciato a far male al Centro Italia, già straziato dai sismi del 24 agosto e di mercoledì scorso.