L’AQUILA – “Il governo adotta una politica scellerata e di basso livello che passa sopra le teste della gente”.
Tra le tante levate di scudi contro la decisione del governo Meloni di sostituire l’abruzzese Giovanni Legnini con il senatore di Fratelli d’Italia Guido Castelli, ex sindaco di Ascoli Piceno ed ex assessore regionale delle Marche, come commissario per la ricostruzione post sisma 2016 nelle Marche, Umbria Lazio e Abruzzo, ha senz’altro un peso quella del vescovo di Norcia-Spoleto, monsignor Renato Boccardo.
“La non riconferma di Giovanni Legnini alla guida della Struttura commissariale per la ricostruzione post sisma è uno schiaffo alle popolazioni terremotate” ha detto all’Ansa Boccardo, “Non ho nulla contro il nuovo commissario, che per altro non conosco – ha spiegato – ma credo che l’operazione sia figlia di una politica scellerata e di basso livello che passa sopra le teste della gente. Il Governo ci spieghi il senso di questi avvicendamento, visti i risultati ottenuti in questi anni dal commissario Legnini”, ha detto ancora monsignor Boccardo.
“Legnini – ha proseguito – ha dimostrato di essere persona seria e capace. La sua sostituzione offende le differenze dei cittadini”.
Ad aver chiesto con forza la permanenza di Legnini, associazioni, comitati e sindaci del cratere sismico evidenziando che da quando è commissario ha impresso una indiscutibile accelerazione del processo di ricostruzione, moltiplicando numero di progetti approvati e cantieri aperti.
Legnini ha annunciato per i prossimi giorni un report dettagliato del suo lavoro. Per ora si è affidato a una nota con cui ha sottolineato di “aver esercitato la funzione commissariale per 34 mesi con totale dedizione, passione e imparzialità, avendo sempre a mente la sofferenza delle persone e delle imprese”. Lascia con quasi 8,5 miliardi impegnati, un lavoro di sintesi sulle normative e l’intesa presentata a fine anno con Anac per la semplificazione dei controlli di legalità.
L’avvicendamento ha provocato forti polemiche in Abruzzo, con una levata di scudi del centrosinistra, con l’ex deputata dem Stefania Pezzopane, oggi consigliera comunale all’Aquila e responsabile nazionale Pd Dipartimento Terremoti e ricostruzione che va giù dura: “Meloni eletta a L’Aquila-Teramo toglie un abruzzese e nomina un marchigiano. L’Abruzzo con questa operazione, perde una postazione decisiva faticosamente conquistata”.
Ed è intervenuto anche Segretario Pd Enrico Letta, che twitta: “Che brutto segnale. Lo spoil system applicato dal Governo alla gestione del post terremoto è una pessima scelta”.
Il gruppo dem in Consiglio regionale delle Marche attacca: “Viviamo con stupore questa nomina perché non pensavamo che si potesse fare spoil system solo per questioni di spartizione di poltrone e potere sulla pelle delle comunità terremotate”.
Il centrodestra fa invece quadrato, anche quello abruzzese, seppure vittima dello spolis system è un abruzzese, ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, ancor prima sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri del governo di Enrico Letta dal 2013 al 2014, e sottosegretario di Stato del Ministero dell’economia e delle finanze nel governo di Matteo Renzi nel 2014. Candidato alle elezioni del febbraio 2019 a presidente della Regione Abruzzo, per il centrosinistra, perdendo, ma con onore, contro il centrodestra di Marco Marsilio. Infine si è dimesso dopo pochi mesi da consigliere regionale ed è andato a fare il commissario straordinario nominato a febbraio del 2020 dal secondo governo di Giuseppe Conte.
Francesco Zaffini, senatore di Fratelli d’Italia, ha replicato a Monsignor Boccardo. Le sue, dice, sono «frasi incomprensibili e del tutto inadatte al ruolo pastorale.
Infine il senatore abruzzese di Fdi, Guido Liris che ha risposto direttamente a Letta: “Enrico Letta, come segretario del Pd, si dovrebbe vergognare a parlare di terremoto e ricostruzione in una nazione governata per anni dal suo partito che vede ancora le vittime di quegli eventi impossibilitati a tornare a una vita normale. Soprattutto occorre ricordare che la nomina di Legnini a commissario del terremoto fu il ‘premio di consolazione’ per la sonora sconfitta subita in Abruzzo alle ultime regionali che hanno decretato presidente Marco Marsilio“.
“All’epoca – ricorda Liris -, a sfregio del parere espresso democraticamente dai cittadini abruzzesi, la bocciatura elettorale fu ripagata con una nomina di gestione proprio ‘incentrata’ su un dramma che li aveva colpiti. Del resto il primo problema del Pd è sempre stato quello di occupare poltrone e ora, ovviamente, quello di difendere la loro occupazione a tutti i costi”.
Altro film in Umbria dove la presidente leghista Donatella Tesei saluta comunque con dispiacere Legnini, pur facendo gli auguri di buon lavoro a Castelli. “Legnini ha fatto molto bene. Insieme abbiamo velocizzato la ricostruzione. Ci sono stati finora degli ottimi e concreti risultati ed è necessario continuare a essere efficaci. Bisogna proseguire il lavoro di squadra che abbiamo fatto”.







