TERAMO – Due gioielli storici e architettonici dell’Abruzzo e non solo. Due cantieri in piena attività che rappresentano un raggio di speranza e un pilastro di certezza nel processo che finalmente è decollato della ricostruzione a seguito dei terremoti del 2016 e 2017 del Centro Italia.
I due gioielli e luoghi i culto sono entrambi in provincia di Teramo: la Collegiata di San Rocco nel cuore di Montorio al Vomano, la cui edificazione risale a metà del ‘500 e la Chiesa di Santa Maria in Platea, Cattedrale e Duomo di Campli, anch’essa cinquecentesca, classificata come Monumento nazionale d’Italia dal 1902.
In tutte e due l’attività è a pieno regime: a Montorio al Vomano lo storico luogo di culto tornerà ai fedeli entro la fine di questo mese di maggio; a Campli entro la fine di questo anno.
In entrambi i casi on largo anticipo rispetto al cronoprogramma: il tutto grazie alla professionalità e all’affidabilità di un’impresa che in materia di ricostruzioni e restauri post sisma vanta un curriculum di prestigio: la Gavioli Restauri di Dino, Nino e Fabio Gavioli, imprenditori di Montorio al Vomano, circa 100 dipendenti e 10 milioni di fatturato, e che opera sin dal 1972 grazie al fondatore Dino Gavioli.
L’azienda, specializzata nel restauro dei beni architettonici di pregio e vincolati, è in prima linea a seguito degli eventi sismici dell’Alto Sangro e Volturno del 1984, delle Marche e Umbria del 1997, dell’Aquila del 2009, dell’Emilia Romagna del 2012 e del Centro Italia del 2016.
“Inutile dire che per noi questi due cantieri rivestono una importanza speciale e affettiva che va ben oltre l’aspetto economico e imprenditoriale, soprattutto perché segnano un nuovo passo per la ricostruzione di un territorio che ha subito profonde ferite provocate dal terremoto”, commenta ad Abruzzoweb Nino Gavioli che aggiunge, “con estremo orgoglio possiamo annunciare che entrambi i cantieri saranno conclusi in anticipo rispetto al cronoprogramma dei due appalti, quello della collegiata di San Rocco già a fine maggio, quello del duomo di Campli a fine anno”.
Entrando nel merito degli interventi, i lavori di riparazione della collegiata di San Rocco sono stati appaltati dalla diocesi di Teramo e Atri alla Gavioli Restauri a ottobre 2023, per un valore di 1.690.607 euro.
Committente è monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo della diocesi di Teramo e Atri e il raggruppamento temporaneo di professionisti (Rtp) fa capo all’ingegnere e architetto Antonio Masci, che è anche professionista di punta dell’ufficio Ricostruzione della Curia di Teramo. Progettista è l’architetto Simona Polidoro, i restauri sono stati progettati dalla dottoressa Marialuigia Lucci. Il termine dei lavori era stato fissato in 730 giorni, ma visto il ritmo impresso al cantiere, si prevede la conclusione entro la fine di maggio prossimo, con un anticipo di circa 5 mesi.
Questa splendida Chiesa venne edificata nel 1527, per iniziativa di Vittoria Camponeschi, consorte di Giovanni Antonio Carafa della Stadera, conte di Montorio e portata a termine nel 1549. Il campanile a vela con l’orologio risale al 1560. L’interno della Chiesa, a navata unica con cappella laterale, è impreziosito da altari barocchi in legno dipinto e dorato.
E ricorda ancora Nino Gavioli, “nel 1673 venne eseguito un intervento di ampliamento, consistente nello sventramento della parete sinistra dell’antica Chiesa, nell’apertura di tre archi e nella creazione di una seconda navata. Solo tra il 1933 e il 1938 la suddivisione interna in due navate venne eliminata e venne creato un unico ambiente rettangolare. In ultimo, nel 1954, fu costruita una nuova torre campanaria in prossimità della sacrestia. La prima Chiesa era molto piccola, ad una navata poi ci fu l’ampliamento a due navate con anche l’allungamento sopra al fosso della conserva. Poco prima della seconda guerra mondiale siccome la popolazione era cresciuta ci fu la necessità di ampliarla e fu deciso di eseguire la demolizione delle volte e pilastri interni, in modo da recuperare spazio interno nonché fu fatto l’innalzamento delle murature perimetrali e la costruzione del nuovo tetto con grandi capriate in legno”.
Anche a causa di queste modifiche e ampliamenti i danni provocati dalle sequenze sismiche del centro Italia nel 2016-2017, sono stati molto severi e ad aggravare il danno da sisma è stata la concomitante e straordinaria nevicata del 18 gennaio 2017.
La Gavioli era già intervenuta per la messa in sicurezza, con un imponente sistema di puntellamento e imbragature, che ha consentito la riapertura la notte di Natale del 2017, ora invece con i lavori iniziati nel 2023 e che volgono al termine, spiega l’imprenditore, “siamo intervenuti con il rifacimento della copertura, preservando le esistenti capriate in legno, a cavallo delle quali sono state inserite le nuove capriate in acciaio, salvaguardando le antiche capriate lignee le quali però non svolgono più nessun ruolo portante. Inoltre si è provveduto al rifacimento del manto di copertura con coppi antichi. E’ stata quindi realizzata una nuova copertura in acciaio mediante capriate con profili accoppiati, terzere e tavolato in legno oltre ad un cordolo perimetrale in acciaio. Sono state eseguite cuciture armate e iniezioni di miscela sulle pareti della facciata principale”.
E’ stato quindi svolto un miglioramento sismico del complesso murario, e tiene a precisare Gavioli, “salvaguardando la consistenza materica e storica, con particolare attenzione alla conservazione di tutti gli elementi ‘recuperabili’ ed ancora idonei alla loro funzione. E’ stata effettuata la sostituzione delle parti ammalorate o non più rispondenti alle caratteristiche minime richieste rispetto alla propria funzione, tanto strutturale quanto architettonica. Sono stati introdotti sistemi reversibili e compatibili con le strutture preesistenti per migliorare il comportamento sismico del manufatto”.
Spostiamoci di qualche decina di chilometri, nell’altrettanto bellissima Campli. Una ferita aperta dal sisma del 2016 sono i danni causati alla Chiesa di Santa Maria in Platea, che si affaccia in piazza Vittorio Emanuele II, edificata verso la fine del Trecento sui resti di un luogo più antico di culto, di cui rimane la meravigliosa cripta.
La Chiesa assunse un’importanza ancora maggiore nel 1764 quando Campli si consacrò all’Immacolata Concezione e la Madonna fu proclamata Regina e Patrona della cittadina e del suo territorio in seguito ad un’epidemia di tifo.
Anche qui i lavori di restauro e consolidamento sono stati assegnati dalla Diocesi di Teramo ed Atri alla Gavioli restauri, per un valore di 2.581.346 euro. L’intervento ha avuto inizio a novembre 2023, e terminerà con 3 mesi di anticipo a fine anno.
Anche in questo caso il committente è Lorenzo Leuzzi e anche in questo caso, come in altri del resto, Rtp l’ingegnere Antonio Masci, la progettista l’architetto Simona Polidoro e i restauri progettati da Marialuigia Lucci.
“I lavori hanno riguardato principalmente lo svuotamento delle volte in mattoni e consolidamento delle stesse mediante l’applicazione di compositi in natura fibrosa costituiti da reti di acciaio ed il successivo riempimento con materiali espansi – entra nel dettaglio tecnico Gavioli -. Siamo intervenuti con cerchiature delle volte mediante piatti in acciaio e con un ammorsamento del cordolo in cemento armato presente sulle navate laterali con la muratura sottostante, mediante perforazioni verticali armate con barre in acciaio. Abbiamo dunque consolidato i timpani in forati presenti sulle navate laterali e il tetto delle navate laterali e dell’abside. L’inserimento di catene in acciaio migliorerà il comportamento globale della struttura in caso di futuri eventi sismici, bloccando il cinematismo di ribaltamento della facciata principale”.
Un altro asse di intervento ha riguardato poi, conclude Gavioli, “la messa in sicurezza del tavolato ligneo decorato durante le fasi di rinforzo del tetto in legno della navata centrale e il restauro dei dipinti interni posti sulle volte delle navate laterali e di quella centrale della Chiesa impreziosita dalle Scene della Vita del patrono S. Pancrazio Martire”.






