L’AQUILA – “Ci difenderemo fino all’ultima goccia di sangue al fianco delle aziende, ma è ora che queste mettano in campo gli avvocati”.
Quella della restituzione da parte delle 120 aziende aquilane delle tasse sospese dopo il terremoto del 2009 – con sullo sfondo le procedure di infrazione dell’Unione Europea che considera certe cifre un aiuto di Stato che danneggia la concorrenza e col governo italiano che obbedisce – è per il vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, una situazione “molto, molto seria, che va affrontata con la politica e con gli strumenti giuridici che a questo punto possono mettere in campo solo i diretti interessati, cui noi diamo e daremo il nostro sostegno politico”.
La cifra “monstre” si aggira tra i 50 e i 70 milioni di euro e di sicuro a rendere drammatico lo scenario all’orizzonte è l’arrivo ormai certo del commissario ad acta, Margherita Calabrò, direttore dell’Agenzia regionale delle Entrate, nominato dal ministero dello Sviluppo economico.
Lolli parla ad AbruzzoWeb dopo il tavolo di oggi cui hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, visto che ci sono di mezzo anche le municipalizzate, esponenti del mondo delle imprese, dei commercialisti e della Camera di Commercio, ma intanto cerca di guadagnare il poco tempo rimasto per impostare ogni elemento di quella che non poteva che essere una vera e propria guerra.
“Intanto, la nomina non c’è ancora – afferma a questo giornale il vice presidente regionale – sulla Gazzetta ufficiale non c’è nulla. Io però ho chiesto di nuovo alle aziende di mettere in campo, immediatamente, gli avvocati anche per rafforzare la nostra posizione”.
La settimana prossima, Lolli e Biondi saranno a Roma per discutere della questione con il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega alla Ricostruzione 2009, Paola De Micheli.
A far tremare le aziende è dunque l’Unione Europea per “bocca” del governo italiano.
Dopo il terribile sisma che colpì non soltanto L’Aquila il 6 aprile del 2009, furono concessi abbattimenti fiscali alle aziende di quello che ancora oggi è il cratere sismico.
Il problema, che ha portato inevitabilmente alla nomina del commissario ad acta, riguarda le cifre superiori a 200 mila euro, quelle che i tecnocrati di Bruxelles considerano come già detto aiuti di Stato.
Il che vuol dire che sono contrati ai principi di libera concorrenza sanciti nei Trattati.
Da qui le “punizioni” alle aziende che, lancia l’allarme Lolli, “potrebbero dover tirare fuori somme altissime, rischiando di fatto il collasso”.
“Noi non vogliamo che si arrivi a questo e siamo pronti alla controffensiva, ma c’è bisogno dello sforzo delle imprese”, conclude.





