L’AQUILA – Il rifinanziamento della ricostruzione 2026 attingendo ai soldi non spesi delle altre emergenze post sisma o per le infrastrutture, l’estensione dei benefit del superbonus al 110% anche nel cratere sismico 2009, la proroga dei contratti dei precari impegnati nella ricostruzione.
Sono questi i contenuti dei principali emendamenti al Dl Economia presentati in commissione Senato a firma dei senatori abruzzesi Guido Liris, capogruppo FdI della stessa commissione e da Etel Sigismondi, segretario regionale del partito.
Ora si attende che vengano accolti, poi partirà l’iter con la fase dei pareri dei vari ministeri competenti del governo Meloni, a cominciare da quello competente sulle ricostruzioni, ovvero della Protezione civile, di cui è ministro Nello Musumeci, poi servirà il parere per la copertura finanziaria, il vero scoglio da sciogliere, del Ministero dell’Economia. Se la commissione approverà, gli emendamenti arriveranno in aula con il dl Economia entro fine mese, molto probabilmente il 26 luglio.
Gli emendamenti riguardano tutti la ricostruzione post sisma 2009, ma tra essi c’è anche quello relativo ai 150 precari delle cooperative esterne impegnate nel servizio amministrativo della Asl provinciale dell’Aquila, che rischiano ad oggi di andare a casa, una volta che arriveranno i vincitori del concorso di marzo. La misura prevede che la stabilizzazione riguardi anche gli amministrativi e non solo il personale sanitario. Il punto è che si potrebbe sollevare il tema della ammissibilità dell’emendamento, dentro il perimetro del decreto Economia, anche se l’argomento viene riferito al fatto che la Asl dell’Aquila ha dovuto incrementare nel post sisma il ricorso a personale esterno proprio a causa dell’emergenza post sisma 2009.
Per quanto riguarda il tema della copertura del 2026 per la ricostruzione post sisma, che ha provocato forti polemiche e scontro politico: l’emendamento prevede che i 600 milioni mancanti siano reperiti attraverso l’utilizzo delle risorse stanziate ma non utilizzate per gli interventi di ricostruzione post-sisma. In particolare, si farà riferimento alle somme previste per l’annualità 2026 che, sulla base dell’attuale stato di avanzamento, risultano eccedenti rispetto al fabbisogno effettivo, ma anche dalle poste inutilizzate per la realizzazione delle infrastrutture. Una misura che indirettamente riguarda tutte le ricostruzioni post sisma in essere in Italia, senza che vengano chiaramente specificate nel testo.
Potrebbe però esserci l’obiezione che questa misura dovrebbe essere approvata in sede di manovra finanziaria a fine anno, e non con un emendamento al decreto Economia. Ma intanto il tema è stato posto al centro dell’azione di governo.
Un altro atteso emendamento riguarda l’estensione dei benefici del superbonus del 110%, che consente di effettuare lavori aggiuntivi a quelli previsti dal progetto di ricostruzione in termini di ulteriore sicurezza sismica già esteso a tutto il 2026 per il cratere 2016, anche al cratere 20o9, con una copertura prevista di 70 milioni di euro, rispetto alla scadenza attuale del 31 dicembre 2025.
Questo perché molte pratiche già avviate non riuscirebbero ad essere concluse entro i prossimi sei mesi. Occorre vedere se il ministero dell’Economia accetterà un budget che da quanto si apprende è considerato sovradimensionato, rispetto allo storico del tiraggio, circa 20 milioni, e si teme che vengano aperti nuovi cantieri, piuttosto che terminare quelli in corso e archiviare per sempre anche nei crateri sismici il superbonus del secondo governo Conte, ritenuto responsabile di un salasso per le casse dello Stato. In ogni caso altra novità è che lo strumento del superbonus, ovvero del credito fiscale, sarà esteso, sia per il cratere 2016 che per il cratere 2009 anche per pagare i professionisti e i fornitori di materiali, e non solo la ditta che esegue i lavori.
L’emendamento non riguarda, ovvero non è sostitutivo, dei 285 milioni di euro già stanziati nel 2024 nelle disponibilità degli Uffici speciali della ricostruzione del cratere 2009 (Ursc) e dell’Aquila (Usra), che servono a compensare l’aumento dei costi del materiali che si sono verificati rispetto a quando il superbonus fu introdotto, e di cui si attende il decreto attuativo.
Un altro emendamento riguarda la proroga per i co.co.co. della ricostruzione fino alla fine del 2027, come già avvenuto a settembre dell’anno scorso per i contratti a tempo determinato del personale impiegato negli Uffici Speciali per la Ricostruzione, con l’argomento che il personale precario è fondamentale per i comuni del cratere, a corto di personale e che devono ancora affrontare la coda della ricostruzione. La copertura prevista per questo emendamento è di circa 1,5 milioni di euro.
Un ulteriore emendamento riguarda la tassazione sulla plusvalenza (del 26%) gli immobili danneggiati dal sisma nei territori colpiti dal 2009 in poi, sanando una disparità che penalizza i proprietari impossibilitati a utilizzare le case per 10 anni consecutivi (termini stabiliti dalla legge) per cause di forza maggiore. L’imposta sulla plusvalenza, infatti, ad oggi colpisce per un periodo di dieci anni chi vende una seconda casa, a meno non sia stata ereditata. In quest’arco temporale si va incontro al prelievo del 26% sulla plusvalenza generata dall’operazione
C’è poi l’emendamento che riguarda la possibilità per i ricercatori universitari residenti nel cratere alla data del 6 aprile 2009 di ottenere agevolazioni nel computo di quelli che sono i requisiti per poter accedere alla cattedra e diventare professori ordinari, alla luce del fatto che la loro carriera è stata compromessa dalla lunga fase dell’emergenza post sisma che ha riguardato in maniera significativa anche l’Università dell’Aquila, in termini di logistica, master, frequenza di lezioni.





