L’AQUILA – Dopo un primo lotto d’intervento, incentrato sulla ricomposizione della vela campanaria e della faccia, e sul consolidamento strutturale di parte della Chiesa, sta per avviarsi il secondo lotto di lavori, per la chiesa di Santa Giusta di Bazzano, frazione dell’Aquila.
Proprio questa mattina è stato sottoscritto il contratto per l’affidamento dei lavori di, consolidamento e restauro tra la Soprintendenza A.B.A.P. per le province di L’Aquila e Teramo e la società Archeores Conservazione Beni Culturali S.r.l. con sede a Paganica, passaggio che precede l’avvio del cantiere, per riconsegnare al culto l’edificio, a partire dal trattamento delle superfici murarie, dei preziosi affreschi, del pavimento.
L’intervento è finanziato a valere sulle delibere Cipe 77 del 2015 e e 112 del 2017, per un importo complessivo pari a 1.500.000 euro. Responsabile unico del progetto è l’architetto Augusto Ciciotti.
“L’odierna firma del contratto per il secondo lotto d’intervento della Chiesa di Santa Giusta di Bazzano è il completamento del percorso tecnico-amministrativo che sempre precede il concreto inizio dei lavori. È un iter complesso, che coinvolge tutta la struttura, indispensabile ma non visibile. – dichiara il soprintendente Massimo Sericola –. Mi preme ringraziare il personale della Soprintendenza, che sta lavorando alacremente per dare nuovo impulso al recupero del patrimonio monumentale nel territorio di competenza».
Quella di Santa Giusta di Bazzano è una delle chiese più antiche della Diocesi aquilana, sorta nella prima metà del XIII secolo su antiche basiliche a capanna, nel luogo dove la leggenda vuole sia stata martirizzata una giovane donna, con il padre e lo zio, arrivati dalla Puglia.
Di sicuro Santa Giusta di Bazzano è uno degli edifici religiosi più belli e singolari del territorio, con la sua facciata in pietra dorata e decorazioni a tre ordini di colonnine, capolavoro dell’architettura romanica abruzzese, e con i suoi interni riccamente decorati. Proprio la facciata, con il sisma del 2009, aveva subito ingenti danni, con l’espulsione di materiale nella parte sommità ed il crollo della cella campanaria.






