L’AQUILA – Un gesto di pace, fatto in silenzio, per urlare il proprio no alla guerra.
Oggi è il Siria day, il giorno dedicato al digiuno e alla preghiera contro il rischio di guerra in Medio Oriente, così come proposto da Papa Francesco I.
Un invito rivolto a tutti, uomini e donne, cattolici e non, credenti o atei, in nome di quella pace che sembra essere così compromessa dai piani di intervento militare da parte degli Stati Uniti.
Contro questo rischio, il Papa negli ultimi giorni si è mobilitato per cercare un contatto con la politica, prendendo addirittura carta e penna per scrivere alle potenze mondiali del G20 per chiedere la fine del massacro in Siria e scongiurare l’attacco militare.
“La pace è un bene che supera ogni barriera, un bene di tutta l’umanità”, ha ricordato lo stesso Bergoglio ‘cinguettando’ ieri dal suo profilo Twitter @Pontifex.
Un italiano su quattro digiunerà. Tanti ‘volti noti’ hanno dichiarato ufficialmente la loro adesione alla proposta di Bergoglio, dal mondo politico, a quello dello spettacolo fino allo sport: i ministri Emma Bonino, Mario Mauro, Maurizio Lupi, Cecile Kyenge e Giampiero D’Alia fino a Pierferdinando Casini, ma ci sono anche Gianni Morandi, Adriano Celentano, e la campionessa di nuoto Federica Pellegrini.
Anche la nostra regione non si è tirata indietro: la Chiesa abruzzese, ovviamente, si è subito schierata in prima linea. Hanno raccolto l’appello del Papa anche alcuni rappresentanti politici, all’Aquila l’intera Giunta comunale digiunerà.
Per essere chiari, nella tradizione cattolica il precetto del digiuno comporta, per gli adulti in buona salute, di saltare un pasto nell’arco della giornata, accompagnando il gesto di penitenza con la preghiera e l’elemosina.
Fondamentalmente si tratta di una giornata di riflessione, come spiega il frate aquilano padre Quirino Salomone: “digiuno non è solo non mangiare, ma riveste la sfera totale dell’affettività: riguarda l’oralità, quindi anche la parola, il bacio. Un momento di purificazione dall’inquinamento della parola che ordina il male. Non ha senso, inoltre, digiunare senza al tempo stesso interessarsi agli altri”.
Distante ma non contrario a questa forma di ‘protesta’ è lo storico aquilano Walter Cavalieri, che spiega: “non aderisco semplicemente perché il digiuno non fa parte delle mie abitudini, la pace secondo me va costruita con atti concreti, con mobilitazioni di massa”.
Lo storico fa poi una riflessione sulla forza dell’iniziativa voluta da Bergoglio, “una proposta che descrive la nuova energia che emana la figura di Papa Francesco”, spiega ancora.
La guerra, comunque, non è la soluzione alla situazione siriana. “Gli Stati Uniti – conclude Cavalieri – che si ritengono garanti del rispetto delle leggi internazionali, però, stanno giocando col fuoco”. Elisa Marulli






