L’AQUILA – Domani si saprà chi ha vinto il primo round nella guerra tra gli ingegneri e i sindaci sui piani di ricostruzione affidati alle università.
Il Tar, infatti, sarà chiamato a esprimersi sulla richiesta di sospensiva avanzata dal consiglio nazionale dell’ordine nei confronti dei Comuni di Arsita (Teramo) e Castelvecchio Subequo (L’Aquila), i cui Consigli hanno dato il via libera alle convenzioni, rispettivamente, con l’Unità tecnica di ingegneria sismica dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) e con l’ateneo “d’Annunzio” di Pescara.
Gli ingegneri ritengono che tali incarichi non possano essere assegnati a trattativa diretta, senza ricorrere a un bando pubblico che consenta anche ai progettisti privati di partecipare.
I primi cittadini, al contrario, si fanno scudo del parere della Commissione tecnico-scientifica del commissario per la ricostruzione, rilasciato il 1° febbraio scorso, che stabilisce tale facoltà in capo agli enti locali.
Convinzione rafforzata dall’ordinanza numero 3950 del 30 giugno che, all’articolo 19, recita: “I sindaci possono avvalersi delle università e degli enti di ricerca pubblici per le attività di supporto relative allo studio, all’analisi e all’elaborazione dei piani di ricostruzione, a cui può essere riconosciuto il rimborso delle spese sostenute e documentate”.
Il provvedimento è stato emesso su richiesta dei rappresentanti del “cratere” che, in una delle ultime riunioni del tavolo tecnico della ricostruzione, avevano messo in guardia sui rischi derivanti dall’accoglimento del ricorso degli ingegneri.
In pratica, un pronunciamento del Tar favorevole ai tecnici significherebbe mettere una pietra tombale sugli indirizzi dati alla ricostruzione dall’attuale governance, Gaetano Fontana in testa, che si è battuto per questa soluzione, seguito da almeno una trentina di Comuni che già hanno deliberato l’accordo con gli atenei.
Il tutto, però, potrebbe risolversi in un nulla di fatto se sarà confermata la voce secondo la quale sembra che lo stesso coordinatore della Struttura tecnica di missione stia suggerendo ai sindaci di Arsita e di Castelvecchio Subequo di annullare gli affidamenti, per far decadere l’oggetto del contendere, salvo riapprovarli richiamando la nuova Opcm.
Arsita si è mosso tempestivamente e il 6 luglio la Giunta comunale ha dato mandato all’avvocato di depositare al Tar la delibera con la quale viene revocata la convenzione con Enea.
Se anche Castelvecchio dovesse seguire la stessa linea la questione sarà rinviata al 27 luglio, quando verrà discusso l’altro ricorso del consiglio nazionale degli ingegneri: quello contro il Comune di Barisciano (L’Aquila), che si è affidato all’università di Camerino (Macerata). (red)
ARTICOLI CORRELATI:
RICOSTRUZIONE: SINDACI VS INGEGNERI, CONSIGLIO DI STATO IN AIUTO DEI COMUNI
RICOSTRUZIONE: SINDACI VS INGEGNERI, SCONTRO SUI PIANI AFFIDATI AGLI ATENEI



