ROMA – L’operazione ‘Strade sicure’ “è nata in uno stato emergenziale, divenuto negli anni strutturale. Sono necessarie modifiche per eliminare, dove possibile, le ridondanze nel servizio, mantenendo inalterato il livello di sicurezza. Per farlo, puntiamo a un’operazione più dinamica intervenendo anche sulla norma”. 

Lo ha detto il sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo, in commissione Difesa della Camera. 

Per Tofalo, l’operazione, che vede oltre 7mila militari cooperazione con le forze di polizia per aumentare il livello di sicurezza ed il presidio del territorio nelle principali città, presenta criticità che “nei diversi ambiti di natura operativa, finanziaria e logistico-infrastrutturale, impattano sul personale militare che è sempre il protagonista del successo di ogni operazione”. 

Vulnerabilità che per il sottosegretario, “pur non avendo mai costituito ragione ostativa all’assolvimento del compito e di ciò va dato ampio merito ai nostri militari, devono assolutamente essere prese in considerazione per le appropriate misure correttive che, necessariamente, possono richiedere anche un nostro coinvolgimento”. Tofalo ha quindi auspicato “un’interlocuzione con il ministero dell’Interno, titolare dell’impiego del personale militare di Strade Sicure”. 

Per il sottosegretario “esistono specifiche misure attuabili solo nell’ambito di un opportuno dialogo interministeriale”, in riferimento “alle modalità di svolgimento del servizio che sarebbe opportuno venisse svolto in chiave maggiormente dinamica – accorpando, ad esempio, più siti in un unico itinerario di pattugliamento – al fine di economizzare tempo e personale, diminuendo nel contempo lo stress”. 

“Serve riflettere – ha proseguito – sulla necessità di riperimetrare, con un ampio approccio inter-dicasteriale, la minaccia alla quale siamo soggetti, per potervi calibrare il dispositivo di ‘Strade Sicure’ in maniera aderente, efficace e virtuosa in termini numerici, logistico-infrastrutturali ed amministrativi, senza pregiudizi per l’assolvimento dei compiti primari dello Strumento militare e in misura tale da tutelare appieno il personale delle Forze Armate, ponendolo in condizione di operare al meglio. In questo modo, l’elemento umano, fattore-chiave del successo di ogni operazione, potrà essere gratificato nel senso più ampio del termine, rendendo il successo di Strade Sicure realmente completo”. 

Questo, secondo Tofalo, è “un obiettivo che, accanto ai vertici delle Forze Armate, deve coinvolgere tutti, parlamentari e membri dell’Esecutivo”.