PESCARA – Recupero della vivibilità dei luoghi, contrasto all’abusivismo edilizio, contrasto del disagio e della devianza giovanile, contrasto alla violenza su donne minori, controllo tecnologico del territorio, infiltrazioni della criminalità in attività produttive e commerciali ed educazione alla legalità.

Sono solo alcuni degli obiettivi del “Patto per la sicurezza”, un modello “partecipato”, promosso dalla prefettura di Pescara e dai Comuni di Pescara, Montesilvano, Spoltore e Città Sant’Angelo (Pescara).

L’intesa è stata sottoscritta stamani dal prefetto, Vincenzo D’Antuono, e dai sindaci dei quattro Comuni, Luigi Albore Mascia (Pescara), Attilio Di Mattia (Montesilvano), Luciano Di Lorito (Spoltore) e Gabriele Florindi (Città Sant’Angelo).

In particolare il “Patto” prevede la promozione di azioni e iniziative congiunte in materia di sicurezza urbana integrata su aree di intervento ritenute prioritarie per assicurare la vivibilità del territorio e la coesione sociale delle comunità.

Per far ciò sarà appositamente attivato, nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, un “Tavolo di lavoro sulla sicurezza urbana”, che sarà aperto non solo agli amministratori comunali e alle forze dell’ordine, ma anche a soggetti pubblici, come, ad esempio, rappresentanti di quartiere, mondo associativo e culturale.

“I quattro Comuni interessati – ha spiegato D’Antuono – superano i 200 mila abitanti. Il tessuto sociale sta cambiando: ci sono nuove esigenze dei più giovani, aumenta la popolazione anziana che chiaramente è la fascia piu debole e la crisi economica spinge una certa fascia di persone a comportarsi in modo non coerente con il vivere civile. Il Patto ha una durata di due anni e non è uno strumento statico. Se necessario, infatti, può essere migliorato e adattato in base alle esigenze. È ad adesione volontaria e quindi ogni amministratore continuerà a svolgere le proprie funzioni, con la differenza che ci sarà una maggiore sinergia”.

“Questa sottoscrizione – ha aggiunto il prefetto – significa che anche i sindaci, in prima persona, si impegneranno a garantire la vivibilità del territorio, anche attraverso le forze di polizia municipale e tutti i componenti del sistema comunale. Vogliamo migliorare in una logia di partnership il funzionamento degli organismi locali e raccogliere le espressioni della società civile”.

“Se non lo ridurremo a una semplice firma – ha concluso – sarà un modo in più per raggiungere l’obiettivo di una pacifica convivenza”.