PESCARA – “In vista del voto dell’8 e 9 marzo il consigliere Carlo Costantini elabora piani per la sicurezza della città. Propone soluzioni, nonostante il Comune non abbia competenze sul tema che sono invece riconducibili direttamente al prefetto – che riunisce ogni settimana il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica – e al questore. Di fronte a un tema del genere bisogna essere concreti, ancorati alla realtà, e capire cosa può fare un’Amministrazione e cosa non può fare”.

Così, in una nota, Carlo Masci ricandidato a sindaco del centrodestra per il ritorno alle urne in 23 sezioni su 170.

“Noi, dopo l’ uscita dal predissesto – aggiunge -, abbiamo puntato sulle assunzioni per ampliare il corpo della Polizia locale, e le nuove unità  diventeranno effettive nel momento in cui sarà approvato il Bilancio, ma va detto che il territorio è sempre coperto h24 dalle Forze dell’ordine, deputate al controllo del territorio. Da parte nostra abbiamo puntato su un sistema di telecamere ampio ed efficiente (ce ne sono circa 700), che si è rivelato molto utile per chi indaga. Abbiamo abbattuto il cosiddetto ‘Ferro di cavallo’ di via Tavo smantellando quello che era diventato il fortino della criminalità, e questo ci viene riconosciuto dall’intero sistema della sicurezza. Abbiamo anche demolito i Palazzi Clerico, ritrovo di spacciatori e assuntori di sostanze. Abbiamo riqualificato il parco dell’Infanzia di via Tavo, che da luogo di spaccio è diventato spazio di aggregazione per i ragazzi. E partecipando a tutte le riunioni che si sono svolte in questi sei anni, ho segnalato di volta in volta al Comitato per la sicurezza tutte le situazioni più preoccupanti che mi venivano sottoposte dai cittadini, sollecitando e ottenendo controlli puntuali su determinate zone e anche pattuglie a piedi, che ci sono eccome, anche se Costantini non le vede”.

“Di fronte ad un numero crescente di immigrati, anche minorenni ospitati nei Cas, che delinquono nella nostra città e che si mostrano sempre più spregiudicati e incuranti delle regole, ho chiesto uno spiegamento maggiore di forze al Comitato, anche per eseguire le espulsioni, e nei colloqui con il Capo della Polizia, a Roma e a Pescara, mi è stato annunciato un potenziamento dell’organico, ora e ad agosto, per un totale di 35 unità, non solo per far fronte ai pensionamenti (che non sempre vengono coperti dal turn over). C’è sicuramente un problema legato ai giovani, sempre più violenti, e questa deriva preoccupa: per accompagnarli nella crescita stiamo lavorando su un centro di aggregazione, nell’ex Tribunale, uno spazio tutto per loro, e agiamo sempre in sinergia con le scuole, con tanti progetti”.

“Non ho mai sottovalutato ciò che accade sul territorio -continua Masci – ma di fronte a un susseguirsi di episodi di violenza, spesso gratuita, e ad una rete di spaccio che si rigenera continuamente, vedo forze dell’ordine presenti, efficienti, pronte a dare risposte puntuali. Affermare il contrario vuol dire avere gli occhi bendati e offendere l’impegno di tutte le forze dell’ordine che affrontano ogni giorno situazioni delicate, qui come nelle città d’Italia, spesso legate all’immigrazione e alla disperazione che si porta dietro. Io sto con loro, con le forze dell’ordine, e assicuro il supporto della Polizia locale, per tutte le attività di competenza”.

“Non credo che ergersi a professori di sicurezza sia utile alla città o a chi lavora per rendere Pescara sempre più sicura: anzi, in alcune occasioni, quando ci sono indagini che hanno bisogno di segretezza, gridare sempre ‘al lupo al lupo’ può voler dire vanificare il lavoro di chi tutela ogni giorno i cittadini”, conclude Masci,