L’AQUILA – Presentato oggi il progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE) per la messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso da parte del Commissario Corrado Gisonni.

Il documento è propedeutico alla definizione del progetto definitivo. I costi di messa in sicurezza dell’infrastruttura idrica sono stimati in circa 180 milioni di euro, i tempi di lavorazione fra 3 e 4 anni, a seconda del tipo di cantierizzazione. Uno dei punti fermi esaminati durante la progettazione è stata la realizzazione dei lavori senza interruzione dei servizi essenziali: traffico autostradale, erogazione dell’acqua e accesso ai Laboratori del Gran Sasso Infn, quindi garantendo la piena funzionalità di tutte le infrastrutture.

Ha presentare il progetto a palazzo Silone, sede della giunta regionale il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, Corrado Gisonni, il commissario straordinario per ripristino e messa in sicurezza della tratta autostradale A24 e A25, Marco Corsini, i sindaci interessati e i tecnici. In chiusura, l’intervento di Gianni Letta.

“Finalmente dopo tanti anni, abbiamo le chiavi per la soluzione del problema: mantenere la massima sicurezza dell’acqua che arriva nelle case nonostante la coesistenza di tante realtà, ognuna delle quali rappresenta un unicum, all’interno del massiccio del Gran Sasso. Oltre al progetto preliminare, abbiamo un patrimonio di conoscenze unico che ci restituisce la situazione reale di un sistema estremamente complesso del quale poco si conosceva fino a due anni fa”.

“E’ una tappa fondamentale, una svolta epocale – ha aggiunto Marsilio – che premia la scelta della Regione di richiedere la nomina di un commissario di governo per risolvere il delicatissimo problema dell’acqua del Gran Sasso che serve circa 800.000 abruzzesi e molti di più durante la stagione estiva. L’attività della struttura commissariale è stata molto incisiva e Gisonni, pur tra le innumerevoli difficoltà tecniche e burocratiche, ha rispettato l’impegno di arrivare in due anni a portare sul tavolo di confronto una seria ipotesi progettuale, coordinata con il commissario per la sicurezza sismica delle autostrade A24 e A25, Marco Corsini. La Regione farà di tutto per assicurare che le fasi successive procedano con la massima celerità, assicurando alle strutture commissariali tutto il sostegno necessario per chiudere la partita in tempi ragionevoli”.

“Non credo che la revoca della concessione cambi il tipo di intervento: ho una strada da percorrere, prima era sereno, ora nuvoloso, poi ci sarà tempo variabile. Ma la mia strada è sempre la stessa”, ha detto Marco Corsini, commissario straordinario interventi urgenti per il ripristino e la messa in sicurezza della tratta autostradale A24 e A25.

“La vicenda – ha detto – era nell’aria. Ha avuto questa serie di colpi di scena a catena, vediamo se la situazione è stabile sino a settembre o se succede qualche altra cosa. Alla fine il commissario è l’unica figura sicura”. “Quello che avrei dovuto fare con strada dei Parchi dovrò fare con Anas – ha aggiunto – non cambia nulla dal punto di vista dell’oggetto della missione. Ora il contesto è diverso e valuteremo a bocce ferme, sempre che si fermino”.

A proposito della sospensiva del Tar, l’atto con cui per Strada dei Parchi è sospesa la revoca, “il ministro Giovannini ha detto che aspetterà il parere dell’Avvocatura – ha fatto sapere Corsini – per capire se c’è un rimedio processuale immediato contro questo decreto monocratico di sospensiva. Valuterà l’Avvocatura se ci sono iniziative da intraprendere”.

“Sono commissario da due mesi. Nei giorni scorsi Strada dei Parchi è stata molto collaborativa – ha sottolineato – anche se ha vissuto la figura del commissario come un’invasione di campo, molto pesante nella sua gestione. Non credo che Anas cambi l’atteggiamento, anzi credo che si continui in tal senso. Abbiamo una concezione degli interventi a basso raggio che comporta il ripensamento di tutte le infrastrutture. Ci sono delle varianti di tracciato e varianti di sede. Per rimanere al mio compito, che è emergenziale e di urgenza, stiamo gestendo con il ministero questo programma, ma sicuramente individuando nel breve periodo quegli interventi che comunque si possono fare. Il piano Gentile ha lasciato una graduatoria di priorità”.